Manutenzioni Straordinarie

 

(Assegnatari Comprensorio V PEEP AUSA, figli di un Dio minore)

 

Al  fine di comprendere l’annosa vicenda riguardante le manutenzioni straordinarie degli immobili che  insistono sulle aree del Comparto V Peep, bisogna innanzitutto premettere che dette aree sono comprese nei Piani approvati a norma della legge 18 aprile 1962 n. 1671, che sono espropriate dai Comuni o dai loro consorzi e che vanno a far parte del patrimonio indisponibile dei Comuni stessi. Gli strumenti con i quali la Pubblica Amministrazione dispone di queste aree espropriate a favore dei soggetti attuatori per gli interventi di edilizia economica popolare, sono  disciplinati da convenzioni sancite dall'art. 35 della legge 865/1971.

 

Il trasferimento della proprietà delle opere di urbanizzazione in capo al Comune di Rimini nell’ambito del piano di lottizzazione, costituisce un’obbligazione ex legge che si sottrae alla disponibilità delle parti, in quanto prevista dall’art. 28, l. n. 1150/1942 e relativa ad opere strumentali allo svolgimento di pubblici servizi fisiologicamente rientranti nelle competenze dell’amministrazione locale. Ne consegue che, ove il Comune intenda affidare ad altri la gestione delle opere non può che operare previo atto di concessione di pubblico servizio, contenente le regole da osservare per garantire l’ottimale soddisfacimento del servizio offerto ai cittadini.

 

Il legislatore, nel disciplinare le opere di urbanizzazione, ha confermato la possibilità della realizzazione diretta c.d. a scomputo dal contributo di concessione ma non ha lasciato alcun dubbio in merito al passaggio della proprietà delle stesse, una volta realizzate, in capo all'ente pubblico territoriale di riferimento, prevedendone la confluenza nel patrimonio indisponibile (art. 16, comma 2, d.lgs. n. 380 del 2001); ciò ad ulteriore riprova che si tratti di beni destinati alla fruizione pubblica. In altri termini per le dette opere di urbanizzazione si registra una presunzione iuris et de iure di proprietà pubblica, con la conseguenza che per tali interventi, a seguito dell'entrata in vigore del T.U. edilizia, non può ipotizzarsi la permanenza in capo ai privati della relativa proprietà (cfr. TAR Puglia Bari, sez. II, 01.07.2010, n. 2815).

 

Poiché è un dato pacifico che gli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria connessi alle opere di urbanizzazione ricadono interamente sull’ente locale una volta che esse siano acquisite al suo patrimonio per cessione (previo collaudo sulla loro regolare esecuzione) da parte del lottizzante, ciò comporta l’estraneità dei lottizzanti, iniziali proprietari delle aree e delle opere di cui trattasi a sopportare le relative spese di manutenzione e l’estraneità anche dei successivi acquirenti degli immobili, essendosi estinta l’originaria obbligazione di convenzione con il trasferimento delle opere al Comune, (cfr. TAR Sardegna Cagliari, sez. II, 26.01.2009 , n. 89), (TAR Calabria-Catanzaro, Sez. I, sentenza 14.03.2012 n. 264), (Consiglio di Stato, Sez. V, sentenza 02.12.2011 n. 6368).

 

Con Delibera del Consiglio Comunale N. 139 del 15-02-1977, il Comune di Rimini si è assunto l’onere della manutenzione quindi anche quella dei camminamenti in quanto proprietà di privati ma gravati da servitù di uso pubblico.Per il V Peep AUSA la gestione amministrativa e operativa, sia di tutte le manutenzioni straordinarie che di parte di quelle ordinarie, è a carico del Comune che ha sottoscritto e deliberato tale impegno nelle convenzioni stipulate con gli assegnatari, distinguendo per unità abitative gli interventi concordati. Tali interventi infatti si caratterizzano per la presenza di contratti pattizi tra Amministrazione Pubblica, il Comune di Rimini, e soggetto attuatore dell'intervento edilizio, l’Assegnatario convenzionato.

 

Per l'attuazione del programma edificatorio,  nella  convenzione viene sancito all’art. 10 che: “ Il Comune, previo collaudo, assumerà l’uso, la gestione e la manutenzione di dette aree…”. Questa consuetudine pattizia, rilevabile nelle convenzioni stipulate tra l’Ente e gli Assegnatari, è ben documentata oltre che dalla deliberazione su citata , anche dalla Convenzione Tipo determinata in Deliberazione del Consiglio Comunale del Comune di Rimini n. 615/1978 e n. 880/1978, oltre dagli atti notarili di compravendita.

 

L'art. 3, comma 1, lett. b) del D.P.R. n. 380/2001 definisce interventi di Manutenzione straordinaria "le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso".

 

Esempi di Manutenzione Straordinaria:

 

- installazione di ascensori e scale di sicurezza,

- realizzazione dei servizi igienici,

- sostituzione di infissi esterni con modifica di materiale o tipologia di infisso,

- rifacimento di scale e rampe,

- realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate,

- costruzione di scale interne,

- sostituzione dei tramezzi interni senza alterare la tipologia dell’unità immobiliare.

 

 

Nel bizzarro caso del V PEEP AUSA, lo stesso Ente Pubblico in principio obbliga gli assegnatari dell’area a realizzare i camminamenti sopraelevati, pena il mancato rilascio del certificato di agibilità, in seguito li abolisce. Si vengono così a creare vere e proprie barriere architettoniche per tutto il Comprensorio.

 

A tutti gli assegnatari residenti in  condominio il Comune ha imposto la sopraelevazione del porticato rispetto al piano stradale, creando così, una barriera architettonica rispetto agli ingressi posti al primo piano raggiungibili esclusivamente da scale e ripide rampe. Purtroppo questi immobili plurifamiliari sono dotati di ascensori che non si fermano a livello della strada ma al primo piano dove è necessaria la fruibilità soprattutto per i cittadini disabili (via G.B. Casti, via Della Fiera).

 

Per i nuclei delle case a schiera, le barriere architettoniche sono costituite da camminamenti pedonali sopra elevati di due metri e mezzo di altezza rispetto al piano stradale (via Bianchi, via Bianchelli, via Drudi, via Lucchesi). Di conseguenza gli ingressi alle case sono al primo piano, raggiungibili solo con scomode scale o rampe ripidissime oramai fatiscenti. Questa disposizione anomala dei collegamenti pedonali non consente alcun accesso alle abitazioni civili ad ambulanze e vigili del fuoco con   conseguente grande disagio  e  insicurezza per i cittadini ivi residenti.

 

Qualcuno stanco di aspettare l'intervento del Comune già ha pagato di tasca propria per mettere a in sicurezza le proprie abitazioni. Altri più tenaci hanno continuato per anni a segnalare agli uffici preposti, U.R.P. , ufficio tecnico di via Rosapsina e direttamente al Sindaco.

 

Un nostro concittadino ha inoltrato addirittura una quarantina di segnalazioni e missive di protesta alle autorità competenti ottenendo solo dinieghi, promesse non mantenute e scuse ufficiose sostenute dalla solita dichiarazione “di mancanza di fondi”. Persino il Prefetto, stimolato dai residenti,  sollevò questa vicenda al Comune ma anch’egli non ebbe risposta, tutto rimase lettera morta

 

Oggi a distanza di anni questi camminamenti, che dovevano essere un mezzo per la comunicazione tra gli edifici e il resto del suolo urbano,  si presentano in condizioni disastrose: intonaci cadenti, ferri di armatura a vista e arrugginiti, infiltrazioni d’acqua che arrivano fino all’interno delle abitazioni. Le strutture versano in uno stato di totale incuria, in alcuni ci piove   persino dentro.

 

Il 12 dicembre 2014, in occasione dell’intervento del Direttivo del Comitato  V PEEP in II Commissione Consigliare Permanente, alla seguente domanda posta del vicesegretario Leonardo Carmine Pistillo: << Alle innumerevoli richieste da parte dei residenti del V Peep in tema di manutenzione straordinaria, in carico al Comune di Rimini, avete intenzione di onorare i contratti pattizi in essere?  Se si quando, se no perché?>>.

 

Dall’Assessore al Patrimonio G.L. Brasini è stata data questa risposta: <<Gli interventi manutentivi a carico dell’Amministrazione Comunale rientrano nella complessiva programmazione dei lavori pubblici, evidenziando che nel Programma Triennale dei Lavori Pubblici 2015-2017, appena adottato con Delibera di Giunta Comunale n. 280 del 7/10/2014 per il V P.E.E.P. Ausa sono stati indicati nell’annualità 2015 i seguenti interventi:

-     Recupero funzionale dell’ex Cinema Astoria per € 500.000,00;

-     4° lotto degli interventi di manutenzione straordinaria per la messa in sicurezza e riqualificazione dei camminamenti sopraelevati e alle strutture esterne dell’ex cinema Astoria per € 250.000,00.>>.

 

Considerando che l’ex Cinema Teatro Astoria è di proprietà comunale, da questa risposta si può evincere che ancora una volta si siano volatilizzati o siano stati distratti per altri scopi di Bilancio i soldi stanziati dal 2009 (450.000,00 €) e rendicontati nel bilancio di previsione  comunale triennale 2014/16 per la manutenzione straordinaria del Comprensorio V PEEP.

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Con quanto adottato con Delibera di Giunta Comunale n. 280 del 7/10/2014 per il V P.E.E.P., in realtà non c’è da meravigliarsi data la reiterata consuetudine dell’Ente Comunale di soddisfare innanzitutto le proprie partecipate anziché i privati cittadini con cui l’amministrazione è vincolata nel merito da contratti pattizi di convenzione ultra decennali e ancora esecutivi.

 

In ambito manutentivo del patrimonio immobiliare pubblico un referente del Comune di Rimini è l’ente  pubblico A.C.E.R. Rimini, vigilato dall’Ente stesso tramite  Rimini Holding Spa per circa il 35%. Questa  Società è lo strumento organizzativo mediante il quale il Comune partecipa ad altre società e che svolge le funzioni di indirizzo strategico e di controllo degli enti partecipati dall’amministrazione esercitando  presso di essi i propri diritti di socio.

 

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In data 23/12/2008 è stata sottoscritta la convenzione con l’Azienda Casa Emilia-Romagna della Provincia di Rimini (A.C.E.R. Rimini) per l’affidamento in concessione e la gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica del Comune di Rimini (E.R.P.).


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Con Determinazione Dirigenziale n. 1620 del 25/11/2013 -Accertamento e impegno della somma derivante dai canoni E.R.P. a copertura della quota corrispondente alle spese tecniche-, viste le e-mail del 02/01/2013 e del 22/ /2013 inviate da A.C.E.R. Rimini al funzionario comunale di riferimento, ove si comunica la previsione di concludere e trasmettere nel corso del presente anno quanto programmato, viene deliberata d'urgenza la progettazione dei seguenti lavori: intervento relativo alla sostituzione degli infissi esterni negli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica siti in Via Moretti n. 5 - 7 - 9 - 11 di proprietà del Comune di Rimini.

 

A soli due mesi dalla Determinazione Dirigenziale  n. 1620 Del 25/11/2013, riguardante gli interventi di manutenzione straordinaria di alloggi di E.R.P. ex I.A.C.P. di via M. Moretti, con atto deliberativo n. 17  del  28/01/2014,  il cui oggetto è l’approvazione in linea tecnica del progetto definitivo degli interventi di manutenzione straordinaria su n. 26 alloggi di E.R.P. ubicati in via M. Moretti n. 5 - 7 - 9 - 11, la Giunta comunale ha ritenuto necessario provvedere con la massima urgenza, per consentire ad A.C.E.R. Rimini il compimento dei successivi adempimenti, indispensabili per dare attuazione quanto prima agli interventi di cui trattasi, stanziando e disponendo a regime di spesa in totale 160.000,00 €.

 

Dunque il Comune di Rimini in appena due mesi delibera e da esecuzione alle manutenzioni Straordinarie dell’ immobile E.R.P. di via Moretti, mentre il resto del Comprensorio V PEEP AUSA aspetta ancora da decenni di vedersi applicati i vincoli pattizi sottoscritti nel 1977 tra l’Ente Comunale e gli Assegnatari convenzionati.

 

Il Comune di Rimini, tramite Rimini Holding Spa, controllata per circa il 99%  un’altra società, Anthea SRL, adibita anch’essa alla manutenzione del patrimonio pubblico riminese. 

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Nel contesto delle mancate manutenzioni straordinarie del Comparto, la citazione della società Anthea in riferimento al Comprensorio V PEEP AUSA è funzionale al continuo impiego di risorse per nuove opere pubbliche, che seppur lodevoli in ambito di riqualificazione urbana del territorio, in alcuni casi non appaiono così urgenti e indispensabili per la sicurezza dei cittadini residenti nel nostro Comprensorio. Si vuole infatti evidenziare quanto speso dal Comune di Rimini per migliorare il Parco della Cava in prospettiva della costruzione del prospicente nuovo Palacongressi, per la pista ciclabile voluta dal Sindaco Ravaioli e le strutture del percorso ginnico (83.500,00 € spesi), portate a compimento dall’attuale amministrazione Gnassi.

 

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Nello stesso anno, 2008, in cui venivano eseguiti, per la modica cifra versata ad Anthea di 533.312,58 € nel biennio 2008/2009, questi interventi di riqualificazione urbana così indispensabili e impellenti per i cittadini del Comprensorio V PEEP, per il rifacimento del percorso ginnico imprescindibile per la salute degli ultra settantenni  fruitori del parco, ecco cosa scriveva il compianto Sig. Rocco Erbisti in uno dei suoi 40 esposti al Comune di Rimini prima che ci lasciasse.


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Nulla si vuole toglie nel merito alle intenzioni di dare un volto nuovo a un quartiere in via di degrado perorata dallo stesso Sig. A. Gnassi, ora Sindaco,  durante la scalata al Municipio del dicembre 2010 in cui ipotizzò persino l’abbattimento del ponte che scavalca i due lati di via Euterpe: "Un modo – così chiosò allora sul suo sito web – per liberare la visione e simbolicamente la creatività di un luogo da far rinascere”.

 

Ma  prima di elaborare “una visione più ampia rispetto alle tradizionali logiche di sviluppo delle città”, un'evoluzione che per il Sindaco di Rimini “impegna le città e chi ha una responsabilità pubblica ad impegnarsi intorno ad una Vision di sistema di lungo periodo” (Convegno Anci 2012: Pianificare la Smart City), occorrerà che “chi ha una responsabilità pubblica” faccia fronte e rispetti gli impegni convenzionali presi 40 anni fa con i propri concittadini.

 

L’eredità lasciata a futura memoria dal Sig. Rocco Erbisti è stata raccolta simbolicamente dal Comitato V PEEP e ribadita con fermezza nell’intervento del Direttivo del Comitato in occasione delle interrogazioni poste ai funzionari responsabili dell’amministrazione comunale nel corso della seduta della II Commissione Consigliare Permanente del 12 dicembre 2014.

 

Come già detto e scritto in questa ed altre occasioni, l’Assessore al Patrimonio G.L. Brasini ci ha spiegato come i fondi stanziati e mai utilizzati per gli interventi manutentivi necessari al Comparto siano stati virati al recupero dell’ex Cinema Teatro Astoria, mentre i Funzionari degli uffici comunali preposti rimanevano senza proferire parola.

 

Così come sono rimasti in silenzio gli imbarazzati e imbarazzanti Consiglieri di maggioranza, i cui membri ricordiamo, oltre che ad essere storicamente e politicamente consequenziali ai tanto vituperati “Mandarini del V PEEP” (ex dirigenti comunali e dei partiti di governo di quegli anni, in primis il partito comunista di Rimini), per un terzo, devono abbandonare  l'Aula Consigliare per manifesto conflitto di interesse ad ogni votazione di atti deliberativi riguardanti il Comprensorio V PEEP AUSA.

 

Comunque sia, rinnoviamo le scuse al Consigliere Allegrini che durante il suo intervento, mistificatorio e offensivo a giudizio dei residenti del V PEEP presenti, è stato preso a male parole da un gruppo di irriducibili settantenni (black block infiltrati nel Comitato?).

 

Battute a parte, chiediamo venia  non è il nostro stile ma egli poteva evitare simili reazioni se a suo tempo avesse accettando l’invito ufficiale inviatogli da Direttivo del Comitato per l’Assemblea Plenaria del Comitato svoltasi del 11/06/2014, estesa a tutte le rappresentanze politiche consigliari e dedicata al confronto con le istituzioni per la ricerca di soluzioni volte al  superamento delle criticità emerse con l’amministrazione.

 

Il Consigliere Allegrini, anziché contribuire alla latitanza del suo gruppo politico sul territorio del V PEEP,  avrebbe fatto meglio a farsi avanti, perlomeno avrebbe preso coscienza dello stato dei fatti, della storia del nostro Comprensorio e dei sacrifici compiuti dai suoi concittadini.

 

Così come ha scelto di fare finta di nulla e zittirsi, il suo Capogruppo, il Consigliere di maggioranza PD Sig. Morolli, il quale pochi mesi fa accettò l' invito del Direttivo del Comitato ad  effettuare una visita  al nostro Comparto.

 

Nonostante abbia constatato di persona lo stato di decadenza vergognoso e la deprecabile situazione manutentiva del Comprensorio e sia stato messo al corrente che le manutenzioni straordinarie sono per convenzione e atti deliberativi in capo al Comune sin dalla fine degli anni settanta, nulla ha detto o fatto in seguito per portare alla luce e tentare di risolvere questa e le altre annose vicende riguardanti il V PEEP di cui è stato debitamente informato.

 

Il Sig. Morolli, insieme a tutti i suo i colleghi di maggioranza, avendo declinato tale opportunità di conoscenza, forse faceva meglio a tacersi restando fedele alla linea politica di eloquente silenzio adottata dal suo partito e così ben rappresentata dal mutismo del Sig. Alberto Vanni Lazzari (Seg. PD Circolo V Peep - Vill.I°Maggio - Grotta Rossa), sulla vicenda del V PEEP AUSA che sta prendendo la deriva di un vero e proprio “caso politico”.

 

Nella seduta di Commissione Consigliare abbiamo inoltre evidenziato come le  somme per le manutenzioni straordinarie del Comprensorio V PEEP AUSA siano state messe a bilancio dopo 40 anni dalla sottoscrizione delle convenzioni e mai impiegate sul territorio, a fronte di altre forme di spesa di pari entità, non vincolate da contratti pattizi ma di natura meramente propagandistica, elargite ad associazioni di volontariato per attività certamente utili alla collettività ma già deliberate alle società partecipate A.C.E.R. e Anthea.

 

Per la realizzazione del programma di mandato del Sindaco 2011 – 2015, ove si prevede al capitolo “Dalla rappresentanza alla partecipazione” di valorizzare un nuovo civismo attraverso il diretto impegno dei cittadini nella soluzioni ai problemi, il Comune di Rimini per perseguire tale obiettivo, ha promosso la costituzione di una nuova rete di volontariato denominata Ci.Vi.Vo. (Civico, Vicino, Volontario).Questa iniziativa è rivolta ad associazioni di volontariato e/o onlus, comitati, gruppi di cittadini, persone singole, di età non inferiore a 18 e non superiore a 75 anni che mettano a disposizione, in forma volontaria e gratuita, parte del proprio tempo libero per attività utili alla collettività.

 

Attività senz’altro lodevoli quali: collaborazione nell'organizzazione di eventi sportivi, ludici, realizzazione di momenti di aggregazione socializzazione, manutenzione di aree all'interno dei parchi pubblici, cura delle aree attinenti le scuole ed altro ancora e che meritano tutto il rispetto per i volontari e il loro lavoro; ma le questioni che lasciano perplessi sono altre.

 

Una delle iniziative più spiazzanti intraprese  dall'amministrazione è la creazione di strutture ricettive in cemento armato e acciaio per il ricovero di materiali ed attrezzature adibite alle mansioni dei volontari consistenti in presidi di circa 65 mq. che l’Associazione Ci.Vi.Vo utilizzerà sia come spazio per il ricovero degli attrezzi che come luogo di incontro.

 

Anche in questo caso il Comune non ha perso tempo, con la deliberazione di G.C. n. 153 del 25/6/2013 è stato approvato lo studio  di Fattibilità avente ad oggetto  “Presidio  Ci.Vi.Vo nel Parco  Spina Verde  a Miramare  di Rimini” con  inserimento dell’intervento stesso nell’annualità  2014  del Programma Triennale  dei Lavori Pubblici 2013/2015, approvato con deliberazione di C.C. n. 45 del 27/6/2013.

 

Altri presidi in cemento armato, esempi illuminanti di eco compatibilità su aree verdi pubbliche, per altre zone del “Cerchio Verde” tanto caro al Sindaco di Rimini A. Gnassi, tra cui il Parco Marcovaldo di Viserba e anche il Parco Mariotti, detto anche “ Parco della Cava” del Comprensorio V PEEP AUSA, sono in stato di progettazione avanzato e sono già state deliberate le previsioni di spesa.

 

I costi sostenuti dall'Ente Pubblico per ogni presidio ammonta a complessivi 101.205,16: di cui 6.205,16 € per spese  tecniche già impegnate, 80.000,00 € per somme in appalto e 15.000,00 € per somme a disposizione dell’amministrazione. Per la manutenzione e la gestione delle strutture si prevedono esborsi annuali per 3.500,00 € per consumi idrici ed elettrici. Inoltre il Comune provvede alla necessaria copertura assicurativa dei volontari  per 15.000,00  € di premi versati e fornisce altresì assistenza logistica e i materiali necessari per lo svolgimento delle attività concordate di cui l’ultimo acquisto deliberato con Determinazione Dirigenziale n. 1886 del 26/11/2014, ammonta a 5.000,00 €.

 

Tale spesa, di circa 140.000,00 € a presidio, che corrisponderà mediamente a 420.000,00 € una volta terminati tutti e tre i presidi Ci.Vi.Vo. programmati, per il Comune “riveste carattere prioritario  in quanto trattasi di intervento finalizzato al raggiungimento dell’obiettivo  primario dell’amministrazione comunale di innalzare il livello della qualità urbana per favorire le relazioni sociali, la coesione e la qualità della Comunità”.

 

Ancora una volta c'è qualcosa che non torna:  anche i residenti del V Peep sono parte della “Comunità” e allora come mai per i funzionari comunali nel nostro Comparto il “livello della qualità urbana non riveste carattere prioritario”?, perché non si utilizzano i fondi elargiti così alacremente per rispettare le convenzioni già in essere?

 

Quale è lo scopo di affiancare l’Associazione Ci.Vi.Vo alla Società Anthea, la quale è un colosso del settore con un valore di produzione superiore a 18.000.000,00 € e che conta tra le sue fila personale qualificato e debitamente remunerato , per svolgere le medesime mansioni di manutenzione del verde ornamentale e dei servizi di gestione e manutenzione degli immobili di proprietà pubblica e di proprietà privata ma ad utilizzo pubblico?


In attesa di risposte e a futura memoria, vogliamo comunque ricordare l’art 7 del “Disciplinare per lo svolgimento delle attività di volontariato civico”, che la Giunta comunale ha approvato con deliberazione del 18 ottobre 2011 n. 282 ,il quale regolamenta l’Associazione Ci.Vi.Vo., che per la sua attività di intervento su aree verdi pubbliche collabora strettamente con la Società Anthea SRL.

 

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Inoltre se il progetto Ci.Vi.Vo.  può rientrare nella voce “Interventi diffusi di messa in sicurezza e riqualificazione aree verdi sulla base delle richieste pervenute dai cittadini” prevista nell’elenco denominato “Progetti di interventi straordinari sul verde  pubblico 2013” approvato con deliberazione  di G.C. n. 164  del 27/6/2013, inseriti nel Programma Triennale dei Lavori Pubblici 2013/2015 e  relativo Elenco Annuale 2013  e finanziati al Res. Pass. Cap. 46280 proveniente dal Bilancio 2013 denominato “Arredo e riqualificazione urbana”.

 

In virtù di questi indirizzi programmatici e “sulla base delle richieste pervenute dai cittadini” Assegnatari del V PEEP, perché viene negato dagli uffici competenti (URP) l’intervento manutentivo per “mancanza di fondi”, gli stessi fondi che sono invece previsti dal suddetto Programma Triennale dei Lavori Pubblici e che non sono mai stati impiegati per la manutenzione del Comparto?

 

Oltre a queste domande, numerosi sono gli altri interrogativi e che da anni attendono risposte esaustive e operative sul merito, posti legittimamente dagli assegnatari del V PEEP: come intende  l'amministrazione risolvere  la vicenda  per  chi dopo il  diniego del Comune per mancanza  di fondi pubblici, ha dovuto forzatamente e a spese proprie, eseguire lavori di manutenzione straordinaria ineludibili per la sicurezza dei residenti e non?

 

Per i cittadini che decidano di avviare  la  trasformazione per la piena  proprietà, il  Comune esegue  i lavori necessari per non svalutare  l’immobile  nel mercato?,  oppure  sconta dal corrispettivo finale queste spese  che  non spettano al proprietario dell’edificio?,  e se  accolta, questa detrazione, si determina applicando il principio di vetustà sottoscritto in convenzione o in che altre forme?

 

Sempre  per  le vicende  di cui sopra  come intende intende il Comune di Rimini relazionarsi con gli assegnatari che non hanno eseguito detti interventi, seppur richiesti all’ente preposto?, cosa l’amministrazione intende fare in merito delle Manutenzioni Straordinarie e di responsabilità civile, penale e amministrativa?

 

Per il Comitato è inaccettabile vedere questi fondi destinati al Comprensorio V PEEP AUSA per diversi scopi a seconda della quadratura del bilancio e degli indirizzi programmatici, politici e pubblicistici dell’ amministrazione comunale, che a colpi di sagaci comunicati stampa, ha dato un’immagine distorta e fuorviante al resto della comunità riminese su tutta la vicenda V PEEP.

 

Ci aspettiamo risposte precise ed esaustive dall’amministrazione e auspichiamo un cambio di atteggiamento da parte dei funzionari dell'ufficio tecnico. Al tavolo di trattativa svoltosi il 13 dicembre 2013 scorso non ci sono piaciuti davvero per niente: hanno avuto il coraggio di dire che prima dobbiamo pagare gli oneri e, per chi è interessato, la cifra necessaria per riscattare la proprietà e poi solo allora potremo assistere  alle operazioni  di manutenzione e messa in sicurezza dei camminamenti.

 

Un anno dopo, il 12 dicembre 2014, in occasione della seduta della II Commissione Consigliare Permanente l’unica risposta ci è stata data in maniera indiretta:  infatti dopo anni di silenzio  ci ritroviamo i 450.000 € stanziati nel bilancio di previsione comunale 2014/16, elencati alla voce “Manutenzioni Straordinarie per il Comprensorio del V Peep”,  dirottati al recupero del Cinema Teatro Astoria così come certificato dal Programma Triennale dei Lavori Pubblici 2015-2017, appena adottato.

 

In ultima istanza si potrebbe supporre che paradossalmente i 450.000,00 € deliberati nel 2009, siano terminati nel dicembre 2014 perché spesi per la sistemazione di 45 mattonelle di copertura del marciapiede di via Casti effettuata da Anthea alla modica cifra di 10.000,00 € cadauna: chissà come l'avrebbe presa il nostro caro Rocco Erbisti, ci piace pensare che si sarebbe fatto una grassa risata, con buona pace di chi gli si negò allora e di chi continua a negarsi ancora oggi.

 

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