Interrogazione del Consigliere Eraldo Giudici del 11/06/2015 avente ad oggetto :


Aree Peep rivedibili i valori di riscatto.


 Sig. Sindaco, 

con interrogazione del 09/04/2015 avente ad oggetto:Applicazione riduzione valori estimativi aree Peep”  rimasta inevasa, chiedevo informazioni circa l’adozione di iniziative per evitare che, a seguito della delibera della Corte dei Conti di Roma Sez per le autonomie del 09 marzo 2015, raddoppiassero gli oneri di riscatto nei Peep.

A due mesi di distanza, si apprende  della intenzione di sospendere per tre mesi l’esame dei procedimenti in atto, in attesa che il Governo,  o il Parlamento, provvedano ad una interpretazione autentica della  norma già scritta (emendamento Sani-Petitti), scaricando in tal modo  sul Consiglio Comunale una competenza che dovrebbe essere tutta della Giunta se non dei Dirigenti.  

I cittadini riuniti in Comitato, invece, pongono  l’accento non sulle diatribe interpretative fra organi dello Stato, ma su questioni di esclusiva competenza dell’Amministrazione Comunale di Rimini su cui, con la predetta interrogazione avevo rimarcato la necessità di ritornare dando corso alla delibera di Consiglio Comunale n. 189 del 30 Luglio 2013 con cui si era ritenuto opportuno  un ulteriore “…approfondimento delle modalità di stima in relazione ai valori di mercato di riferimento …anche con il coinvolgimento dell'Agenzia delle Entrate”;

 

Quel che è da rivedere, e qui concordo con le argomentazioni  del Comitato V Peep, è il contenuto  della Delibera di G.C. n. 122/2013, che ha deciso di  quantificare il valore venale delle aree Peep rapportandolo ai valori OMI "Abitazioni di tipo civile” (categoria catastale A02) per gli appartamenti condominiali e "Ville e villini" (categoria catastale A07) per le case a schiera.

E' da tenere presente che i Piani di Zona sono stati pensati e realizzati per l’edilizia economica e popolare, che ha caratteristiche  assai diverse rispetto a quella fatta di ville e villini delle  zone residenziali adiacenti, dove l’impianto urbanistico è per singoli lotti e la gestione del patrimonio immobiliare   avviene senza tanti vincoli  .

I Peep sono stati concepiti, nel primo dopoguerra (s.v. Relazione della IX Commissione Permanente -LL.PP.  della Camera dei Deputati), per dare soluzione al problema della casa dei ceti meno abbienti,  e realizzati in forza delle  norme prescrittive contenute  nella  Legge 18 aprile 1962, n. 167- che ha per titolo: “Disposizioni per favorire l'acquisizione di aree per l'edilizia economica e popolare”  modificata ed integrata  dalle leggi 21 luglio 1965, n. 904 e 22 ottobre 1971, n. 865.


Tali disposizioni sono state recepite dal Comune di Rimini  nella  realizzazione  dei  Piani di Zona e oggetto di apposita regolamentazione !!!

I cittadini, da parte loro,   hanno accettato la proposta di insediarsi nei Peep nella consapevolezza che andavano ad abitare in tipologie edilizie aventi le caratteristiche  dell’ edilizia economica e popolare, come voluto  dal  Comune con particolari vincoli (diritto di superficie o di proprietà vincolata).

Esclusa per il momento l’ipotesi di trasformazione urbanistica delle aree Peep in Zone B), cioè  zone residenziali ordinarie di completamento, il  riscatto  di alcune  unità abitative  dai vincoli convenzionali,  non comporta di per sé  modifica alcuna all’impianto urbanistico originario del Piano per l’edilizia economica e popolare.

Il Peep rimane tale sotto ogni profilo,  dalla gestione pubblica degli spazi verdi, dei servizi e delle norme in esso vigenti  di  densità edilizia,  dei rapporti di altezza e di distanze fra fabbricati,  che spesso sono stati realizzati in deroga alle norme ordinarie  sulle distanze e sulle altezze, per favorire  la realizzazione  di più fabbricati  di tipo intensivo, le cui caratteristiche sono in toto assimilabili  a quelle di abitazione di tipo economico, piuttosto che di tipo civile.

Queste considerazioni, a mio avviso,  dovrebbero suggerire quanto meno un ripensamento  circa l’assegnazione della categoria catastale A/2 e A/7 agli immobili abitativi nei Peep, così come  l’utilizzo di coefficienti OMI propri della tipologia fabbricati civili piuttosto che di tipo economico,  che é da ritenere  più appropriato.


In tal modo si potrebbe ridurre da subito  il divario  nelle valutazioni  derivante dall'incertezza interpretativa del quadro di riferimento normativo sovraordinato.


(Fabbricato di tipologia economica: Complesso edilizio a destinazione residenziale con incidenza ordinaria dei costi relativi alle opere di finitura (pavimenti, rivestimenti, infissi, accessori impiantistici). Generalmente caratterizzato dal massimo sfruttamento della superficie e della volumetria edificabile, con più scale di accesso e pianerottoli che disimpegnano più unità immobiliari. E’ un edificio generalmente ubicato in località eccentriche, anche se del tipo popolare, con abitazioni solitamente inquadrate nella categoria catastale A/3, (corrispondente alla R/1 del nuovo Quadro Generale delle Categorie di cui al D.P.R. 138/98) caratterizzate da buona esposizione prevalente, grado di rifinitura tra l’ordinario ed il semplice, ampiezza dei vani medio piccola, completezza di impianti tecnologici e dotazione generalmente di non più di un servizio igienico. E’ ammessa nel fabbricato la compresenza di autorimesse o box auto e quella di unità immobiliari a destinazione commerciale (negozi, magazzini, laboratori, istituti di credito e assicurazioni)

(circ. 5 del 14.3.1992 D.C. Catasto e nota C/11022 del 24. maggio 1994)


Consigliere Comunale di Rimini

Dott. Geom. Eraldo Giudici

Vincoli convenzionali per i PEEP. Giudici chiede spiegazioni


C’è il rischio che si debbano pagare altre somme per liberare gli immobili nei peep dai vincoli  di libera commercializzazione. A dirlo il consigliere riminese di NCD Eraldo Giudici che ieri sera in consiglio comunale ha posto la questione “rimasta finora dietro le quinte” all'assessore Brasini


Un costo aggiuntivo – spiega Giudici – che si potrebbe dover versare al Comune, per liberare gli immobili nei Peep anche dai vincoli convenzionali, che sono cosa diversa dai vincoli Peep, e sono: il divieto del libero prezzo di vendita e di locazione, diritti di prelazione a favore del comune, ecc.”.
La liberazione da questi vincoli – aggiunge il consigliere citando le norme vigenti - potrebbe comportare, in taluni casi, l’esborso di ulteriori somme oltre quelle già notificate a conguaglio degli espropri e a quelle previste per i riscatti dei diritti di superficie”.
A Brasini è stato chiesto di chiarire la questione "della cancellazione del vincolo convenzionale del prezzo massimo di cessione e di ogni altro vincolo residuale, che in futuro potrebbe continuare a limitare la circolazione di detti immobili nel libero mercato".

  Rimini | 30 maggio 2014

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