V Peep: “Ecco la verità”

 

Leggendo i giornali comprendiamo che il Comune di Rimini 

voglia giustificare il proprio operato.

 

 Ma per il Comitato V Peep i fatti sono ben altri. 

 

Riprendiamo alcuni passaggi del comunicato dell'amministrazione 

precisando come stanno le cose.

…“i nuovi corrispettivi previsti con la delibera che sarà portata entro fine mese in Consiglio Comunale porteranno riduzioni di quasi la metà sulle cifre originarie”…

 

    nel Consiglio Comunale del 13/02/2014 l'assessore Brasini ha annunciato che la Giunta applicherà quanto previsto dall’emendamento inserito nella legge di stabilità 2014 (che non avrebbe avuto la luce senza il contributo della protesta del Comitato V Peep). La riduzione (e non lo sconto) è del 50% dei valori per il calcolo del riscatto. Dopo 5 mesi dalla pubblicazione dell’emendamento di cui sopra lo stesso verrà deliberato forse a fine maggio con una applicazione supposta non in toto come promesso ma con una forbice compresa tra il 34 e il 48%;

 

…“Il Comune respinge le accuse di non aver voluto affrontare il dialogo con i cittadini, citando gli approfondimenti svolti con l'Agenzia delle Entrate e i rappresentanti dei cittadini stessi”…

 

    gli approfondimenti con l’Agenzia delle Entrate? ci dicano quali sono stati, con documenti ufficiali che confermino un intervento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Con i rappresentanti dei cittadini il risultato è “nessuno”. Il Comune tutte le volte replica ad ogni nostra proposta sostenendo che le nostre posizioni sono inconciliabili con quello che loro vogliono. Noi del Comitato abbiamo sottoposto delle alternative forti sia da un punto di vista tecnico che giuridico.

 

Il nostro sindaco si assuma le proprie responsabilità.

 

 … “la stessa Corte dei Conti, ribadisce l'Amministrazione, ha confermato la correttezza del metodo adottato”…

 

    su questo punto c’è poco da dire, prima di inviare il quesito alla Corte dei Conti bastava leggere la norma 448/98 che è dedicata esclusivamente al riscatto per il Diritto di Superficie delle aree Peep. Questo quanto ribadito dalla stessa Corte in risposta al quesito del Comune nel dicembre scorso.

 

 

…“Il nuovo obiettivo, spiega una nota dell'Amministrazione, "è quello di meglio individuare il valore venale di partenza, con una soluzione condivisa, ma soprattutto sostenibile, sia dal punto di vista giuridico, sia sotto il profilo della tutela del patrimonio comunale e quindi pubblico, sia coerentemente con quello che fino ad ora è stato fatto e a quello che si farà con gli altri PEEP ai quale si darà la possibilità di riscattare"…

 

    gli “approfondimenti svolti con i cittadini” (tavoli tecnici di trattativa comune / comitato) sono stati svolti ma in maniera infruttuosa: tutte le proposte avanzate dal Comitato V Peep riguardanti i calcoli dei corrispettivi e l’individuazione del valore venale, seppure supportate dalle norme, dalle pubblicazioni dei procedimenti di altri comuni italiani non sono state accolte;

 

    la “coerenza” dell’amministrazione cessa nel momento in cui posticipa i calcoli del V Peep dando la precedenza agli altri Peep che sono stati edificati successivamente, adottando dei metodi di calcolo difformi. Stiamo parlando dei riscatti dei vincoli convenzionali e non dei maggiori oneri.

 

 

…”Per quanto riguarda invece il recupero dei maggiori oneri di esproprio, l'Amministrazione ribadisce che c’è un obbligo di Legge nel recuperare tali somme. "Ad oggi, in relazione alla decorrenza dei termini di prescrizione, si sottolinea che sono somme che l’Amministrazione ha già speso e che, come successo per gli altri PEEP, deve recuperare. Pertanto, se ciò non avvenisse, si configurerebbe il danno erariale"…

 

      il Comitato V Peep ha sempre sostenuto e ribadito in ogni occasione

 che i maggiori oneri di esproprio vanno pagati se non prescritti.

 

   Tale richiesta ci è pervenuta dopo oltre 25 anni. Siamo in attesa di conoscere se queste somme siano prescritte, come noi riteniamo essere. Va ricordato che l’amministrazione chiudeva l’ultimo contenzioso con gli espropriati nel 1988 e che sin da allora le somme per i conguagli dei maggiori oneri di esproprio erano certe ed esigibili, pertanto l’inerzia dell’amministrazione ha già determinato un danno all’erario e anche ai cittadini. L’Amministrazione avrebbe dovuto incassare le cifre di cui sopra più di 25 anni fa. Presentandoci i conti oggi con la rivalutazione ISTAT, così come per legge, ha fatto sì che le somme da versare siano di gran lunga maggiori. Se il Comune avesse fatto il suo dovere all’epoca oggi avrebbe già incassato correttamente.

 

 QUESTO NON LO DICONO. VERGOGNA!

 

…“a fronte della sentenza del Consiglio di Stato che non ha sospeso l’efficacia degli atti, gli uffici hanno autonomamente riattivato l’iter".

 

Quello che leggete sotto è uno stralcio della memoria difensiva depositata il 24 aprile 2014 dall'avvocato del Comune al Consiglio di Stato:

 

..."E' PRINCIPIO GIURISPUDENZIALE CONSOLIDATO CHE NEL PROCESSO AMMINISTRATIVO L'ACCERTAMENTO DELL'INTERESSE A RICORRERE DALLA VERIFICA DELLA LESIONE CONCRETA ED IMMEDIATA CHE DAL PROVVEDIMENTO DERIVI ALLA SFERA GIURIDICA DEGLI INTERESSI; NELLO SPECIFICO, TALE LESIONE NON SI E' CONCRETIZZATA IN ASSENZA DELL'AVVIO DELLA PROCEDURA ESECUTIVA."...

 

In pratica  si dice che, non essendo stata avviata la procedura esecutiva di riscossione del credito vantato dal Comune, i ricorrenti non hanno diritto ad essere cautelati tramite una sospensiva dei procedimenti di recupero coattivo dei maggiori oneri di esproprio non versati, in quanto non c'è lesione degli interessi dei soggetti inadempienti del V Peep Ausa.

 

Il 24 aprile giorno in cui è stata depositata la memoria difensiva da parte dell’avvocatura del Comune di Rimini è vero che non erano state inviate le lettere di messa in mora ed il nostro danno non era concreto ed immediato (secondo l'avvocato del Comune), ma il 23 aprile, giorno prima del deposito della memoria, e prima dell'udienza del 29 aprile, Si !!!

 

Il 23/04/14, prima ancora che il Consiglio di Stato si pronunciasse sulla sospensiva (29/04/14), il dirigente amministrativo protocolla le lettere di messa in mora per l’avvio della procedura di riscossione coattiva, onde evitare un danno alle casse del Comune.

 

Danno comunque cagionato in quanto le lettere di messa in mora dovevano essere recapitate ai 280 non ricorrenti dal 16 novembre 2013, indipendentemente dall’udienza del TAR.

 

Considerato che per l’avvocatura comunale la cifra media non incassata per i maggiori oneri di esproprio è di 4.666 € pro capite (come da memoria difensiva presentata dal Comune di Rimini) il danno all’erario dal 16 novembre 2013 a maggio 2014 è di 1.306.480 euro, esclusi interessi (4.666 € x 280 non ricorrenti).

 

Nell’ipotesi che i giudici del Consiglio di Stato, alla luce dei procedimenti coattivi in essere concedano la sospensiva, l’invio di 1.600 lettere di messa in mora ai ricorrenti al costo 7,20€ (anticipata dal comune), diventa superflua, con conseguente inutile spesa del Comune di 11.520€ per una procedura che non sarebbe dovuta essere avviata: 

 

costi in questo momento a carico di tutti i cittadini riminesi.

 

 

Il Comune di Rimini con la Delibera di indirizzo di G. C. n.297 del 15.11.2013, che cita: “…RITENUTO OPPORTUNO per l’economicità del procedimento attendere l’esito conseguente all’udienza di merito del Tar quale presupposto per l’avvio di tale fase procedimentale…”, ha atteso l’udienza di merito del Tar, sospendendo momentaneamente la messa in mora per i ricorrenti.

 

Il Comitato durante gli ultimi incontri ha sollecitato il Comune ad emettere una nuova delibera d’indirizzo in attesa di sentenza di merito del Consiglio di Stato, che ad OGGI ancora non c’è stata. Il Consiglio di Stato ha solo rigettato una richiesta di sospensiva (come da motivazioni sopra esplicitate). Volerci far credere che gli uffici in forma autonoma, su una partita del genere, abbiano preso la decisione di emettere gli atti di messa in mora senza l’avvallo politico, lo riteniamo totalmente infondato e privo di ogni credibilità:

 

hanno atteso 30 anni, aspettare 31 non cambiava nulla, anzi avrebbe giovato a tutti.

 

Infine se le politiche abitative del Comune di Rimini si basano sul volere incassare delle somme che non sappiamo se dovute appare voler scaricare su altri cittadini le proprie colpe. Se volevano i soldi sanno benissimo che erano disponibili dal 1988. L’applicazione delle politiche abitative deve passare attraverso una pianificazione delle risorse reali e certe di cui il Comune dispone e non essere distolte in altri progetti faraonici.

 

 

Volere farci passar da “Evasori/Elusori/Mandarini/Contestatori” è semplicemente meschino.

 

Ferma è l’intenzione del Comitato di organizzare un'assemblea pubblica invitando tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione perché ascoltino con le proprie orecchie le motivazioni della nostra protesta, poiché riteniamo che le informazioni in loro possesso non siano del tutto corrette.

 

 

Comitato V Peep