Rimini, 17 maggio 2014 - 11:07

V Peep, si va in Cassazione

La decisione dopo i numerosi rimpalli tra i vari tribunali. Tensione con Palazzo Garampi anche per "le opere di manutenzione e messa in sicurezza nel quartiere mai fatte in decenni"

I residenti del V Peep hanno deciso: si rivolgeranno alla Sezioni Unite della Cassazione per capire finalmente quale tribunale è competente a decidere sul ricorso presentato contro il Comune in merito alla questione dei maggiori oneri di urbanizzazione. Vicenda quanto mai ingarbugliata dopo che il Consiglio di Stato pochi giorni fa si è espresso sul ricorso, seppure nella fase di sospensiva e quindi in maniera provvisoria - non si è trattato quindi di una sentenza, di un giudizio nel merito - sottolineando che la competenza spetta al giudice ordinario, ovvero al Tribunale di Rimini. “Ma sarà davvero così? Noi, in attesa che il Consiglio si esprima nel merito - chiarisce Daniela Montagnoli, presidente del Comitato V Peep, che riunisce i circa 1.600 ricorrenti, la stragrande maggioranza di quelli ai quali il Comune ha chiesto il pagamento degli oneri per cifre comprese tra 7 e 10 mila euro – tagliamo la testa al toro e andiamo alla Cassazione. Almeno così riusciremo a fare chiarezza almeno su chi deve decidere per poi sperare naturalmente alla fine di avere, in tempi speriamo non biblici, una sentenza che faccia finalmente giustizia” “Noi – lo ribadiamo - Non vogliamo non pagare – precisa il vice segretario Leonardo Pistillo - come paventato appunto da qualcuno, ma vogliamo pagare cifre congrue, cifre quindi inferiori a quelle spropositate pretese dall'amministrazione”. La decisione di andare in Cassazione è stata presa all'unanimità dai cittadini nel corso dell'affollatissima riunione – 600 i presenti – di giovedì. “Siamo compatti più che mai, pronti a proseguire uniti in questa battaglia - sottolinea la Montagnoli – Battaglia che avrà la prossima settimana altri due passaggi molto importanti: sulla falsariga di quanto già fatto qualche mese fa organizzeremo infatti una grande passeggiata di protesta, che dalla parrocchia della Riconciliazione arriverà fino in piazza Cavour davanti la sede del Comune, e un sit in. I giorni prescelti sono giovedì e venerdì”. Una protesta che sarà a tutto campo, dato che ormai i fronti di tensione con Palazzo Garampi sono numerosi, comprendendo anche la questione Acquarena – forte la contrarietà in particolare verso il nuovo centro commerciale – e quelle di vecchia data del riscatto della proprietà e quella opere di manutenzione mai svolte dal Comune nel quartiere in decenni. “Quest'ultimo è un punto particolarmente delicato – spiega Roberto Montagnoli, dello staff tecnico del Comitato - Si tratta di quei lavori di messa in sicurezza e riqualificazione dei manufatti, dei camminamenti e dei sottopassi in particolare – i primi sono in pessime condizioni e i secondi sono così bassi da non consentire il passaggio delle ambulanze - che il peep aspetta dagli anni '70, ma che non sono mai stati svolti. Che cosa aspetta il Comune ad intervenire? Che magari cada qualche cornicione e qualcuno si faccia male, più o meno gravemente?” In qualche palazzina i condomini, stanchi di aspettare, hanno deciso nel frattempo di fare da soli: “Ci siamo così sobbarcati spese anche di 30mila euro” rivela un residente. Altra fronte quello del riscatto della proprietà, per cui sono stati chiesti anche 30-40 mila euro: “Il Comune, con un ritardo inspiegabile – spiega Pistillo - non ha ancora assunto la delibera che recepisce l'emendamento alla legge di stabilità approvato mesi fa in Parlamento sui parametri di trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà per le aree Peep, che dà ai Comuni la facoltà di ridurre il prezzo -nel nostro caso di tratterebbe di un calo del 30%-35% - Anche in questo caso che cosa diamine sta aspettando?”


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