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NQ

Esposto in Procura contro Acquarena


L'opposizione insorge dopo l'approvazione della delibera che permette la vendita dei terreni in zona Palas e la costruzione della nuova piscina comunale

rimini(ad.ce.) Avevano denunciato irregolarità amministrative nell’approvazione della delibera Acquarena. Prima in consiglio comunale, chiedendo l’intervento del segretario generale, Chiodarelli. Poi sul Nuovo Quotidiano di Rimini (leggi articolo del 19 maggio scorso), sollevando dubbi sulla validità dell’atto. E, visto che da Palazzo Garampi risposte non ne arrivavano hanno scelto la via giudiziaria. Così, carta e penna, Luigi  Camporesi, Carla Franchini e Gianluca Tamburini, consiglieri comunali del M5S, ieri, hanno preparato un esposto “che domani (oggi, ndr) consegneremo alla Procura della Repubblica, al Prefetto e al sindaco di Rimini al fine di valutare, per quanto di competenza di  ciascuno, se sussistano violazioni al decreto del Presidente della Repubblica del 16 aprile 2013, e precisamente il numero 62, articolo 7”. Il dito puntato dagli esponenti grillini è contro i pareri di regolarità contabile e tecnica apposti sulla delibera di variante urbanistica per la costruzione della nuova piscina comunale nell’area ex Fiera “secondo noi poco chiari”. Due gli argomenti contestati dai tre consiglieri d’opposizione e che creano forti perplessità: e cioè, l’assenza determinante sull’atto di un timbro di un ufficio di Palazzo Garampi e una firma considerata non riconoscibile. “E in merito - sottolineano i tre - il segretario generale ha riferito al Consiglio che non  risultano tali situazioni e circa il nominativo del firmatario del parere contabile ha affermato che il ‘il ragionerie capo è uno solo’, pur  non  pronunciando mai al microfono il nome di tale soggetto titolare”. E fin qui siamo alla critica forte. Ma di certo non esplosiva. La bomba sulla delibera Acquarena arriva quando nell’esposto i 5 Stelle chiedono alla Procura di verificare se sussistano “specifici obblighi di astensione in capo ai dirigenti firmatari dei pareri”. Il riferimento è al rapporto di parentela che c’è tra il dirigente del settore Risorse finanziarie del Comune, Gianna Vandi, e Lorenzo Cagnoni, il presidente di Rimini Fiera, la società interessata direttamente dalla delibera Acquarena dato che, con la sua approvazione, potrà ora partire col bando per la vendita dei terreni ex Fiera che di fatto permetterà alla società di sanare parte dei debiti contratti per la costruzione del Palacongressi. “La dottoressa Vandi - sottolinea Camporesi - essendo moglie del presidente Cagnoni avrebbe dovuto, a nostro giudizio, astenersi dal rilasciare il parere di regolarità contabile sulla delibera”. Così come previsto dal decreto del Presidente della Repubblica in merito al codice di comportamento dei dipendenti pubblici, e cioè quello del 16 aprile 2013 e precisamente il numero 62 che all’articolo 7 obbliga “il dipendente ad astenersi dal partecipare all'adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di suoi parenti, affini entro il secondo grado, del coniuge o di conviventi, oppure di persone con le quali abbia rapporti di frequentazione abituale...”.



NQ

"Acquarena, delibera non valida"

Camporesi lancia dubbi sull'esito del voto: "Irregolarità amministrative, chiesto al segretario Chiodarelli di esprimersi"

rimini“Quella delibera non è valida. Ed è stata approvata nonostante evidenti irregolarità amministrative”. La bomba che rischia di esplodere sulla variante urbanistica all’ex Fiera, provocando l’affondamento del progetto Acquarena, la lancia Luigi Camporesi, consigliere comunale del M5S. Pochi minuti prima che l’assemblea, giovedì, approvasse, a maggioranza, il provvedimento. E, ieri, consegnando ulteriori prove documentali. Il dito puntato dall’esponente grillino è contro i pareri di regolarità contabile e tecnica apposti sull’atto “secondo noi poco chiari, tanto che ho chiesto al segretario comunale Chiodarelli, in qualità di responsabile anticorruzione del Comune di Rimini, di esprimersi in proposito”. Due gli argomenti contestati da Camporesi che creano forti perplessità. Come l’assenza determinante di un timbro di un ufficio di Palazzo Carampi e una firma considerata poco comprensibile. “Ci sono particolari che devono essere chiariti - spiega l’esponente del M5S -. In primis, la delibera non reca il timbro dell'ufficio in merito al parere di regolarità contabile. E poi la sigla apposta non è una firma leggibile. Per questo ho chiesto espressamente al segretario Chiodarelli di pronunciare il nome della persona che ha firmato il parere di regolarità contabile, ma lui non lo ha fatto, almeno al microfono”. Ma non finisce qui. Altro aspetto delicato è quello relativo al parere favorevole espresso dal dirigente del settore Risorse finanziarie di Palazzo Garampi, Gianna Vandi. Secondo Camporesi “siamo davanti ad un enorme conflitto d’interessi”. E qui il consigliere grillino richiama, addirittura, il decreto del Presidente della Repubblica del 16 aprile 2013, e precisamente il numero 62, che all’articolo 7 obbliga “il dipendente ad astenersi dal partecipare all'adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di suoi parenti, affini entro il secondo grado, del coniuge o di conviventi, oppure di persone con le quali abbia rapporti di frequentazione abituale...”. Il riferimento del consigliere 5 Stelle è al rapporto di parentela che c’è tra il dirigente del settore Risorse finanziarie del Comune, Gianna Vandi, e Lorenzo Cagnoni, il presidente di Rimini Fiera, la società interessata direttamente dalla delibera Acquarena dato che, grazie all’approvazione di giovedì, potrà ora partire col bando per la vendita dei terreni ex Fiera che di fatto permetterà alla società di sanare parte dei debiti contratti per la costruzione del Palacongressi. “La dottoressa Vandi - sottolinea Camporesi -essendo coniuge del presidente Cagnoni avrebbe dovuto, a nostro giudizio, astenersi dal rilasciare il parere di regolarità contabile sulla delibera”. Insomma, una serie di situazioni, ancora tutte da chiarire, che spingono il M5S a considerare l’atto votato dalla maggioranza di centrosinistra irregolare e quindi non valido.


intervista


Approvata Acquarena, con centro commerciale e appartamenti. Respira il Palas

La variante è stata approvata con 19 voti a favore e 10 contrari, mentre l’emendamento Zerbini, volto a trasferire la piscina comunale nella zona nord, ha raccolto 10 voti a favore, 18 contrari e due astenuti. Si è conclusa così a notte fonda (erano le due) la maratona del consiglio comunale che non ha avuto alcuna sorpresa nell’esito finale.  La pattuglia di dissidenti nel Pd si è ridotta al solo Zerbini, il quale ha ironizzato sulle “illuminazioni divine” avute dai colleghi e al momento del voto finale sulla delibera si è allontanato dall’aula per protesta.
Il documento votato prevede per l’area di fronte al Palacongressi: l’impianto Acquarena (piscina comunale), 8500 metri di residenziale (un centinaio di appartamenti), 5.000 metri di superficie commerciale e 2.500 metri di servizi direzionali.  È l’aggiornamento dell’accordo economico-finanziario per costruire il Palacongressi: la Fiera ha bisogno che quelle aree siano valorizzate per portare a felice compimento l’operazione Palas.  
Quindi la nuova piscina comunale si farà di fronte al Palacongressi, anche se ieri sera si è capito che i tempi saranno tutt’altro che celeri: si devono armonizzare tre diversi procedimenti amministrativi e tutto dipende da un decreto della Provincia che dovrebbe arrivare a fine anno. Il progetto esecutivo ci sarà solo nel 2015. E poi deve essere attuato.
Il dibattito ha visto le opposizioni (con l’eccezione di Sel, assolutamente pro variante) dare battaglia alla variante: la piscina comunale è solo la foglia di fico usata dalla giunta per coprire gli altri interessi immobiliari e commerciali in gioco, è un’opera di distrazione di massa, nel senso che toglie l’attenzione su tutto il resto che la variante prevede (appartamenti, centro commerciale, direzionale).  L’altro decisivo argomento usato dalle opposizioni per dare battaglia è l’inopportunità della situazione di concorrenza che si verrà a creare fra due piscine, una pubblica ed una privata, così vicine una all’altra. È la posizione di chi riteneva opportuno andare ad un accordo con il Garden per fare la piscina olimpionica ed eventualmente fare l’impianto pubblico a Rimini nord.  In difesa di una visione sussidiaria si sono schierati non solo i consiglieri dell’area di centrodestra (Casadei, Ncd) ma anche il Movimento 5 Stelle che di solito assume posizioni più “stataliste”.
Un altro argomento di confronto è stato ovviamente quello del cemento e delle cubature. L’assessore Biagini, per la prima volta, ha estratto dal cilindro alcuni numeri in precedenza mai citati: con la nuova variante, anche se aumentano i metri quadri di superficie utile, calano però i metri cubi: da 165 mila a 77 mila.  Non convinte di questo le opposizioni, soprattutto 5 Stelle e Renzi, che avrebbe voluto destinate tutta l’area a verde. Giudici (Ncd) ha proposto che almeno a pagare la piscina sia chi si avvantaggerà dei cinquemila metri di nuova superficie commerciale.
Chiamata continuamente in causa dalle opposizioni che parlavano di foglia di fico e di opera di distrazione di massa, il sindaco Andrea Gnassi, concludendo il dibattito, ha rivendicato pienamente che la variante serve per dare attuazione all’accordo per la costruzione del Palacongressi. Ha esaltato il modello fieristico-congressuale di Rimini che si paga da solo, senza ricorrere a finanziamenti statali o ad operazioni immobiliari enormi come quelle realizzate per fare altre fiere. «Però non abbiamo dato l’assenso a qualsiasi operazione da fare in quell’area. Abbiamo discusso per contemperare tutti gli interessi».

libertas

di ct
pubblicato sabato 17 maggio 2014 alle 05:02

Rimini. Acquarena: le considerazioni di Eraldo Giudici

RIMINI. Sulla vicenda Acquarena, oltre alla tensione in atto fra Comune e Garden, interviene il Consigliere Comunale Eraldo Giudici. 

(...) La piscina Acquarena, prevista in un'area dell'ex cava ritombata, dovrà essere realizzata con un sistema di pali profondi per l'inconsistenza dei terreni di riporto sottostanti, come da  relazione geologica fornita ai consiglieri. Vero è che non si è vista l'ombra di un progetto preliminare, si parla di 5-5 Mln di euro, ma per fondazioni del genere  i maggiori oneri  prevedibili sono attorno al 30%. Forse per questo si è pensato di farla pagare al Comune, mentre poteva  essere realizzata a cura e spese di chi volesse realizzare  il nuovo centro commerciale, il direzionale e i 140 appartamenti (8500 mq./ 60 mq. cad. oltre 30-35% vendibili). Ma il mercato non tira, ....., quindi tutto incerto. Poco chiara la reale utilità  per Rimini Fiera spa di scelte del genere, che avranno ricadute ambientali  previste e prevedibili non di poco conto, come risulta dalla Valsat (valutazione di sostenibilità ambientale). Un'operazione del tutto   inadeguata a risolvere il vero problema: la criticità finanziaria dell'operazione PALAS. Speriamo serva almeno a tranquillizzare le banche creditrici, ma occorre ben altro. Abbiamo rappresentato in seduta, senza essere smentiti,  le voci di iniziative per definire una  procedura per vendere  il sistema fieristico riminese, ma anche un'ipotesi alternativa,  di vendita del pacchetto azionario di Hera,  posseduto dalla Holding , per coprire i debiti del PALAS.

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Rimini | Acquarena, Lombardi: Manca visione competente su grandi opere e operazioni finanziarie

 

"Pare che l’esempio Aeradria non abbia insegnato nulla ed il sindaco Andrea Gnassi, anche in questa occasione, non si è comportato come un attento socio di una sua società (RiminiFiera spa) ma ha trattato la Fiera come un interlocutore estraneo, sospettato di chissà quali speculazioni", dice il consigliere regionale di Forza Italia Marco Lombardi intervenendo sulla variante per i vecchi terreni della fiera passata ieri in commissione in comune a Rimini. Lombardi, pur condividendo le motivazioni che hanno spinto il consigliere Alessandro Ravaglioli ad astenersi, torna a stigmatizzare "l’inadeguatezza della amministrazione riminese nel gestire partite complesse".

 
Ci sono voluti anni, ricorda il consigliere regionale per permettere l'intervento che di fatto ha modificato il piano finanziario di Fiera e Palas e andrà a ridurre le entrate previste "da 24 milioni di euro a 20 o peggio 15 milioni di euro. Ciò di cui però l’amministrazione non sembra tener conto è che quell’introito, serviva a ridurre il debito di una sua società partecipata per un investimento concordato, e che se questa società si dovesse trovare in difficoltà metterebbe nei guai anche il Comune stesso".


La partita Acquarena, quindi, per Lombardi è un'ennesima dimostrazione di come "a Palazzo Garampi sia veramente sfuggita di mano la situazione economica complessiva della galassia comunale e si continui a ragionare senza tener conto di dinamiche economiche e finanziarie ma solo di romantiche immagini staccate dalla realtà. Il verde, le piste ciclabile le feste e le varie pedonalizzazioni, sono tutte cose piacevoli ed auspicabili, ma che riguardano un piccolo pezzo di ciò che comporta il Governo di una Città ed invece se non sia ha una visione tecnica e competente sulle grandi opere e sulle operazioni finanziarie che le sostengono, c’è il rischio di trovaci più in una pericoloso giungla che in un bel giardino".



06 maggio 2014 - 12:39


Acquarena, primi sì. Ma non è finita


La variante per i terreni ex Fiera ottiene il parere favorevole della commissione consiliare: ok con riserva di Bertozzi (Pd), astenuto Ravaglioli (FI)

rimini(ag) Otto voti a favore - quelli della maggioranza, compreso Pironi (Pd), annoverato tra i “malpancisti” -, quattro voti contrari – quelli di Fratelli d’Italia, Nuovo Centrodestra, M5s e del consigliere di maggioranza Brunori – e un astenuto: Alessandro Ravaglioli (FI). La modifica dell’accordo di programma per la realizzazione del Palacongressi, ovvero la variante per i terreni ex Fiera con annesso progetto della nuova piscina pubblica, ha ricevuto ieri il primo via libera: dalla terza commissione consigliare, dove la delibera è tornata in discussione dopo la presentazione avvenuta una settimana fa. Un via libera che per la verità ancora non mette la parola fine ad un percorso fin qui parecchio travagliato. La delibera non arriverà infatti in consiglio già questo giovedì ma dopo un probabile nuovo approfondimento in maggioranza e dopo che i consiglieri, domani mattina, avranno ascoltato le ragioni della proprietà del Garden, che ha organizzato un incontro pubblico per spiegare le proprie intenzioni in merito alla realizzazione di una nuova struttura. I dubbi infatti, anche tra i consiglieri di maggioranza, e nonostante le nuove sottolineature fatte anche ieri dall’assessore al Bilancio e Sport Gian Luca Brasini e dal dirigente all’urbanistica Alberto Fattori, continuano ad esserci, sia in relazione al possibile ruolo del Garden sia sull’ubicazione della nuova piscina che in molti preferirebbero nella zona nord di Rimini. In commissione, per dirne una, non c’erano i consiglieri Pd “malpancisti” Zerbini e Morolli, mentre Bertozzi ha sollevato interrogativi e parlato del proprio voto a favore come di un “sì tecnico”. A tenere banco dunque, anche ieri, la discussione in merito alla realizzazione della nuova piscina comunale (Acquarena), per realizzare la quale il Comune investe 5 milioni di euro, Rimini Fiera cede gratuitamente all'amministrazione un'area di 7.500 metri quadri quotata 3,6 milioni e paga superstandard a corredo della vasca pari a un milione. Tema che in tutti questi mesi ha messo in secondo piano l’oggetto principale della modifica dell’accordo di programma: la variante urbanistica, la terza in nove anni, che dovrebbe consentire alla Fiera, proprietaria delle aree in questione, di procedere alla vendita dei terreni, parte integrante, in origine, del piano finanziario per la costruzione del nuovo Palacongressi. Terreni cui una perizia assegna un valore contabile di un po’ meno di 19 milioni di euro, ma che alle attuali condizioni di mercato dovrebbero però essere scesi ulteriormente rispetto al passato. L’ok alla variante, quando finalmente sarà, consentirà alla Fiera di partire con il bando per la vendita dei terreni. Si sa da tempo dell’interesse ad investire da parte di Conad (interessata ad un megastore alternativo al supermercato di via Euterpe). E difatti la variante modifica le destinazioni d’uso rispetto alla precedente sia per le mutate condizioni di mercato, appunto (il residenziale in crisi ha fatto svanire gli appetiti degli immobiliaristi), sia per il venir meno della realizzazione dell’Auditorium.

L’area interessata è di circa 14.000 metri quadri. Ad Acquarena è destinata un’area di 7.500 metri quadri (superficie utile di 3.500 metri quadri, sarà su due piani, lunghezza 25 metri, circa dieci corsie). Al residenziale restano destinati 8.500 metri quadri (oltre un centinaio di appartamenti, di altezza massima di 23 metri, un piano in meno rispetto alle previsioni iniziali). Per il commerciale viene destinata una superficie massima di 5.000 metri quadri cui si aggiungono 2.500 metri quadri di direzionale.

La nuova variante porta in dote anche una nuova dotazione di parcheggi per l’area, che oggi l’amministrazione comunale quantifica in circa 1.300. In relazione alla quota di residenziale, infatti, sono previsti circa 107 posti auto, circa 620 quelli prescritti per le nuove cubature di commerciale, mentre l’altra novità, già anticipata la scorsa settimana dal presidente di Rimini Fiera Lorenzo Cagnoni, riguarda i parcheggi a servizio del Palas: dagli originari 900 previsti (500 già realizzati) si scende a 650 (quindi ne devono essere realizzati altri 150) che in base ad un accordo con l’amministrazione comunale saranno di utilizzo pubblico nei periodi in cui non sono previsti congressi o altre manifestazioni, non escludendo anche la possibilità di utilizzarli come parcheggi scambiatori. Infine, circa 120 posti auto sono previsti in dotazione ad Acquarena.

 

di Michele Macina
pubblicato martedì 06 maggio 2014 alle 05:47

Rimini. Acquarena, primo via libera. NQ di Rimini

Nuovo Quotidiano di Rimini: La variante per i terreni ex Fiera ottiene il parere favorevole della commissione consiliare: ok con riserva di Bertozzi (Pd), astenuto Ravaglioli (FI) / Acquarena, primi sì. Ma non è finita / Più “commerciale”per consentire lo sbarco del megastore Conad, un centinaio di appartamenti e una dotazione di oltre 1.300 parcheggi per l’area: quelli del Palacongressi a utilizzo pubblico

RIMINI-(ag) Otto voti a favore - quelli della maggioranza, compreso Pironi (Pd), annoverato tra i “malpancisti” -, quattro voti contrari –quelli di Fratelli d’Italia, Nuovo Centrodestra, M5s e del consigliere di maggioranza Brunori – e un astenuto: Alessandro Ravaglioli (FI). La modifica dell’accordo di programma per la realizzazione del Palacongressi, ovvero la variante per i terreni ex Fiera con annesso progetto della nuova piscina pubblica, ha ricevuto ieri il primo via libera: dalla terza commissione consigliare, dove la delibera è tornata in discussione dopo la presentazione avvenuta una settimana fa. Un via libera che per la verità ancora non mette la parola fine ad un percorso fin qui parecchio travagliato. La delibera non arriverà infatti in consiglio già questo giovedì ma dopo un probabile nuovo approfondimento in maggioranza e dopo che i consiglieri, domani mattina, avranno ascoltato le ragioni della proprietà del Garden, che ha organizzato un incontro pubblico per spiegare le proprie intenzioni in merito alla realizzazione di una nuova struttura. (...)

 

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Rimini | Variante Acquarena passa in commissione. Il 15 maggio vota il consiglio

 

E' passata con 8 voti a favore (Pd, Astolfi, Galvani) e 4 contro (Brunori dell'Idv e minoranza escluso Ravaglioli di Forza Italia che si è astenuto) la delibera salva-Fiera, quella relativa alla realizzazione di una nuova piscina, Acquarena, residenziale e commerciale per un aumento degli indici di edificazione pari a 2.500 metri quadri di commerciale. La maggioranza, eccetto Brunori che da tempo segue una sua strada, e il Pd in particolare sembrerebbero ricompattati con riserva, ma il voto della delibera in consiglio comunale, previsto per il 15 maggio (come già dichiarato da Lorenzo Cagnoni qualche settimana fa), non è ancora del tutto scontato. Le pressioni in maggioranza hanno fatto in modo di rispettare un planning concordato, quindi, tra giunta e fiera, nonostante un ulteriore tentativo di rinvio messo in opera stamani da Giuliana Moretti (Ncd) e Gioenzo Renzi (FdI).

 
"E' stata chiesta una ulteriore commissione sul tema in audizione con le associazioni sportive", ammette il presidente della terza commissione Massimo Allegrini. "Ma la commissione non ha tra le sue competenze lo sport. Già nella precedente occasione, inoltre, ci si era accordati per far slittare il voto una volta". Niente da fare quindi, oggi si è votato e tra dieci giorni la delibera approderà in consiglio. "Non andrà questo giovedì - aggiunge Allegrini - perché contiamo che nei prossimi giorni ci verranno forniti tutti gli elementi di valutazione mancanti. Abbiamo deciso di darci tutto il tempo necessario per una attenta valutazione". Tant'è che Allegrini ha confermato la sua presenza mercoledì prossimo al Garden, dove verrà illustrato il progetto per la realizzazione della piscina olimpionica. "Andremo a sentire quello che dice il Garden - annuncia Allegrini - anche se già questa mattina in commissione Brasini ha ricordato che la società aveva già presentato un progetto per una piscina da 50 metri scoperta a cui poi ha rinunciato. Non credo che verranno fuori delle novità eclatanti, ma la situazione è comunque delicata e bisogna raccogliere informazioni da ogni angolazione esse arrivino".


La piscina, oggetto del contendere, è considerata dai più il dito dietro cui si nascondono le migliaia di metri quadri edificabili in più concessi per permettere alla fiera di ripianare una parte dei suoi debiti. Vista la vicinanza del vecchio impianto comunale e di quello olimpionico che il Garden comunque vuole costruire, la domanda di molti consiglieri è se non si possa realizzare la vasca comunale da un'altra parte. A Rimini nord, per esempio. "E' fondamentale per Rimini avere una piscina pubblica. Il vecchio impianto è inadeguato (e, per fare solo un esempio, chi fa pallanuoto è costretto ad andare a Riccione). Una piscina pubblica garantisce dei servizi che non si accolla in genere con piacere un privato, il nuoto per i disabili, per esempio. Un servizio, uno dei tanti, che per una amministrazione è fondamentale fornire. L'ubica.zione è opinabile. La vicinanza col Garden c'è, siamo d'accordo. Bisogna, però, anche riconoscere che una volta chiusa quella vecchia via della Fiera resta una zona piuttosto baricentrica".


Rimane delle sue convinzioni la minoranza. Anche in tema di ubicazione. "Se è proprio necessario fare questa piscina perché nella variante Fiera vi sia un interesse pubblico, bene la si faccia sui terreni di via Emilia che fanno sempre parte della variante. A Rimini nord esiste un polo scolastico che non ha servizi sportivi sufficienti. Lì mi dicono che dovrebbe nascere un liceo dello sport. L'assessore Brasini ci ha portato dei dati sulla popolazione sportiva a Rimini nord e sud. Ma ha tenuto conto che il liceo Valgimigli con mille iscritti si sposterà a Viserba? E che, fra l'altro, non avrà la palestra?", sono le domande di Giuliana Moretti.

 
"La variante fa parte di accordo di programma, è un'operazione economica per fare fronte alla situazione di indebitamento di fiera e palacongressi. Devono arrivare delle risorse e perché arrivino resta il solo vecchio e nuovo motore immobiliare", commenta Renzi. "Se si voleva mettere mano a una variate si è persa l'occasione di riqualificare l'area, una contraddizione con quanto decantato dal sindaco Gnassi: restano gli appartamento in via Simonini, tre palazzi alti fino a 23 metri, e si realizza anche un'area commerciale anch'essa potenzialmente fino a 23 metri di altezza. Il verde diminuisce", conclude il capogruppo di FdI.

 

"Non sono io ad aver cambiato idea", spiega Ravaglioli. "Come Forza Italia nel 2005 e come Pdl nel 2008 ci siamo astenuti rispetto alla variazione dell'atto d'indirizzo. Lo abbiamo fatto perché noi abbiamo sempre sostenuto l'intervento del palazzo dei congressi e anche questa delibera serve per finanziare il palas. E' una partita economica che dura da tanti anni, fa parte dei piani di investimento della fiera. Quindi o ci si augura che il palas diventi una nuova aeradria o responsabilmente, pur non condividendo l'allocazione della piscina che non è adeguata, si sostiene con un voto di astensione".

Più che olimpionica serve la piscina evangelica. Il dialogo tra sordi

 

È un dialogo fra sordi quello fra la Polisportiva Garden e l’amministrazione comunale. Palazzo Garampi, incassato il voto favorevole in commissione, si avvia a far approvare la variante in consiglio comunale. Mercoledì mattina il Garden ha invitato i consiglieri comunali ad un sopralluogo per spiegare meglio le proprie ragioni che comunque ha affidato anche ad una nota scritta.

 
La sostanza della posizione del Garden è in questo passaggio: «Nel 2009 con la precedente amministrazione si era arrivati ad un preaccordo verbale per la costruzione della olimpionica al Garden entro agosto del 2014 data di scadenza della concessione della piscina comunale. Il preaccordo prevedeva che il Comune di Rimini avrebbe finanziato la polisportiva Garden attraverso l'acquisto di un determinato numero di ore / corsia nuoto ad un prezzo calmierato per un controvalore di circa 200-250.000 €/anno per 10 anni a copertura di un mutuo con garanzia ipotecaria e attraverso cessione di credito da parte del comune. Nel 2010 l’amministrazione non solo concordava sul progetto di costruzione della nuova piscina olimpionica da parte del Garden ma insisteva per la realizzazione dello stesso».


L’assessore al bilancio e allo sport Gianluca Brasini replica: «Se anche ci sono stati discorsi con la precedente amministrazione, ciò che viene proposto è assolutamente fuori luogo ed impossibile da realizzare. Interverrebbe immediatamente la Corte dei Conti a bloccare tutto: non esiste che il Comune acquisti ore/corsia a garanzia di un finanziamento. Se anche si potesse fare – ma ribadisco non si può – si avrebbe il paradosso che al Garden si fa il nuoto pubblico di associazioni e scuole e rimane escluso il nuoto libero che è quello che dovrebbe trovare posto in una struttura privata. A Rimini c’è bisogno di una piscina comunale perché l’attuale deve essere chiusa, questo è il punto che non è in discussione».


E su quest’ultimo punto si innesca l’altro argomento del dialogo fra sordi. Per il Comune la localizzazione della piscina comunale vicino al Palacongressi è la migliore possibile, anche in ragione della vicinanza di un elevato numero di istituti scolastici. Il Garden fa presente che la convenzione in essere fra Comune e impianto sportivo comporta l’obbligo per il Comune di non costruire impianti analoghi all’interno dell’area Peep. La cosiddetta Acquarena sorgerebbe ad appena 50 metri dal confine e quindi la concorrenza sarebbe nei fatti. Si legge inoltre nella nota del Garden: «Noi siamo d'accordo per costruire una piscina pubblica, non al Palacongressi. Perché due piscine vicine? Perché non costruirla a Rimini nord completamente priva di impianti sportivi e con una popolazione di giovani residenti con figli? Perché spendere tanti soldi pubblici quando possiamo spendere molto meno per avere di più? Perché aumentare il traffico in una zona già trafficata con viabilità già difficile. Chi pagherà i costi di gestione e di manutenzione di un opera di questo tipo? Se tutti questi denari ci sono perché non utilizzarli per altre opere: stadio, campi da calcio fatiscenti, palazzetto dello sport, palestra di atletica?»


Va infine ricordato che la piscina comunale Acquarena sarebbe un impianto da 25 metri, mentre l’impianto proposto dal Garden prevede una piscina olimpionica più una vasca per acquaticità ed una per acqua fitness. Il costo preventivato è di 1,5/2 milioni di euro a fronte dei 5 milioni previsti per la piscina comunale.


Ma ormai più che gli argomenti di merito sembrano prevalere le scelte pregiudiziali. Se infatti la forma di finanziamento prevista dall’accordo verbale con la precedente amministrazione non è praticabile, si potrebbero trovare altre soluzioni per salvare un rapporto di collaborazione/integrazione fra pubblico e privato. Ma questo è un terreno sul quale il Comune non ha assolutamente intenzione di scendere

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Nuova piscina. Il Garden rilancia impianto olimpionico e invita il Consiglio

Mentre stringono i tempi per l'approvazione della variante sulla nuova piscina Acquarena, il Garden non demorde sul progetto di realizzare una piscina olimpionica e invita i consiglieri comunali riminesi e la Giunta per prenderne visione mercoledì. 

RIMINI | 03 maggio 2014 | 16:46
Il Garden anticipa ai consiglieri la propria posizione in un documento dove si ricorda come la costruzione di una piscina olimpionica fosse già oggetto di un preaccordo stilato nel 2009 con la precedente Amministrazione, per costruirla entro agosto 2014 (data di scadenza dell'attuale convenzione); e addirittura nel 2010 era l'Amministrazione ad insistere perché ilprogetto si concretizzasse.
Adeguare il Garden alle dimensioni olimpioniche costerebbe 1,5-2 milioni mentre per Acquarena se ne stimano 5-6.
Il Garden ribadisce inoltre la perplessità nel costruire due piscine vicine e in concorrenza nella zona palacongressi. A Rimini ne servirebbe invece una in zona nord, vista la popolazione e l'assenza di impianti di questo tipo.

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Il documento del Garden:


In riferimento al progetto del Comune di costruzione della piscina olimpionica Aquarena nelle zona del Palacongressi, la Polisportiva Garden srl intende fare chiarezza su alcuni punti e motivare la scelta di costruzione dell’impianto all’interno del Garden stesso.
UN PO’ DI STORIA
Il Dottor Pasini prima e la società Garden srl poi (di cui Pasini è presidente) hanno rilevato il 95% della vecchia Polisportiva Garden nel 2007 (non 40 anni fa come erroneamente riportato da qualcuno) e hanno elaborato un piano a medio termine in accordo con l’amministrazione per riconvertire una struttura ormai abbandonata. Dal 2008 al 2010 la società ha investito oltre 1 milione di euro e a fronte dell'eliminazione di alcune attività ludico -sportive, i tecnici e i politici comunali hanno chiesto e preteso l'inserimento di nuove superfici edificabili e la costruzione di una nuova piscina. Il tutto da realizzarsi entro 10 anni dalla stipula della nuova convenzione: il 2020, pena decurtazione di anni di diritto di superficie. Nel 2009 con la precedente amministrazione si era arrivati ad un preaccordo verbale per la costruzione della olimpionica al Garden entro agosto del 2014 data di scadenza della concessione della piscina comunale. Il preaccordo prevedeva che il Comune di Rimini avrebbe finanziato la polisportiva Garden attraverso l'acquisto di un determinato numero di ore / corsia nuoto ad un prezzo calmierato per un controvalore di circa 200-250.000 €/anno per 10 anni a copertura  di un mutuo con garanzia ipotecaria e attraverso cessione di credito da parte del comune. Nel 2010 l’amministrazione non solo concordava sul progetto di costruzione della nuova piscina olimpionica da parte del Garden ma insisteva per la realizzazione dello stesso

PERCHE’ COSTRUIRE LA PISCINA OLIMPIONICA AL GARDEN
Data ormai per scontata l’esigenza di un impianto natatorio nel comune di Rimini visto che attualmente sono disponibili, tra Garden e impianto del palazzetto, solo 12 corsie per oltre 100.000 abitanti, la Garden srl reputa che l’impianto vada costruito all’interno dell’attuale struttura, e non nella zona del Palacongressi da parte del Comune, per i seguenti motivi:
- la localizzazione: zona semi centrale, in uno dei quartieri più popolosi, equidistante fra il nord e il sud della città, facilmente raggiungibile con mezzi propri e pubblici
- Il Garden già possiede un ampia area destinata a parcheggi ed una viabilità interna appena costruita, dotata anche di parcheggio per mezzi di soccorso necessari durante lo svolgimento delle gare
- L'area su cui è costruito il Garden è di proprietà comunale ed è attualmente ceduto alla polisportiva Garden srl di diritto sportivo, in regime di diritto di superficie. Al termine della convenzione tutto tornerà di proprietà del Comune di Rimini
- La polisportiva Garden, nonostante la profonda crisi, ha continuato ad investire in strutture e in risorse umane. L'ottimizzazione dei costi energetici, la corretta gestione dei centro di costo, l'adeguamento strutturale, hanno permesso risultati positivi e molto incoraggianti.
- la costruzione della piscina olimpionica e degli spazi annessi al Garden è il completamento del progetto originario.
- il Garden già possiede le sale macchine, buona parte degli impianti di filtrazione, gli spogliatoi, i parcheggi per il pubblico. Questo significa che non ci sono i costi per:
acquisto del terreno edificabile, parte della progettazione, aree adibite a spogliatoi, aree adibite a parcheggi, aree adibite a reception, accoglienza

Tutto questo ha permesso di quantificare la costruzione di una vasca da 50x 20 mt, più una vasca per acquaticità, una per acqua fitness, ristrutturazione e adeguamento dei percorsi igienici degli spogliatoi, adeguamento impianti nell'ordine dei 1,5 - 2 milioni di euro, un costo estremamente contenuto rispetto ai circa 5-6 milioni di € necessari per la costruzione di Acquarena.
La polisportiva Garden a questo scopo aveva trovato un pool di banche che avrebbero concesso un mutuo ventennale ipotecario con garanzie personali a patto che non fosse costruita una piscina nelle vicinanze entro 10 anni. E' chiaro che in tal caso la capacità di rimborso non era garantita. A tutela del Garden, nella convenzione è fatto preciso obbligo al Comune di non fare costruire impianti similari nell'area PEEP, il Palacongressi è al di fuori di soli 50 mt...
Noi siamo d'accordo per costruire una piscina pubblica, non al Palacongressi. Perché due piscine vicine? Perché non costruirla a Rimini nord completamente priva di impianti sportivi e con una popolazione di giovani residenti con figli?
Perché spendere tanti soldi pubblici quando possiamo spendere molto meno per avere di più? Perché aumentare il traffico in una zona già trafficata con viabilità già difficile.
Chi pagherà i costi di gestione e di manutenzione di un opera di questo tipo?
Se tutti questi denari ci sono perché non utilizzarli per altre opere: stadio, campi da calcio fatiscenti, palazzetto dello sport, palestra di atletica. Il comune di Rimini da molti anni e ancora oggi spende dai 300.000 ai 400.000 € /anno per la piscina comunale, questi soldi vanno ad una società privata!

 



COSA HA FATTO GARDEN DAL 2007 AD OGGI E COSA FA OGGI:
- la polisportiva Garden in 7 anni ha investito quasi due milioni di €
- la polisportiva Garden ha acquisito nel 2009 lo Steven club e nel 2012 il centro sportivo di Bellaria
- la polisportiva Garden ha quasi triplicato il fatturato in questi primi sette anni di gestione
- la polisportiva Garden da 60 addetti del 2007 è passata ai 100 attuali e ogni 3 mesi fa selezione per nuove collaborazioni
- la polisportiva Garden ragiona nell'ottica di una formazione continua delle maestranze .
- la polisportiva Garden ha ridotto enormemente i costi energetici a fronte del fatturato, attraverso politiche di investimento sul risparmio e investimenti sulle nuove tecnologie
- la polisportiva Garden ha creato un luogo ove adulti, bambini, anziani, diversamente abili possono esprimere le loro diverse capacità motorie in sicurezza e serenità.
- la polisportiva Garden, facendo fede al suo statuto, promuove l'attività fisica per tutti con un occhio di riguardo alle famiglie numerose, ai disabili, agli anziani. Con gli abbonamenti family, i bambini che praticano i corsi di nuoto hanno costi inferiori a quelli della piscina comunale sovvenzionata dall'amministrazione pubblica.
- la polisportiva Garden organizza eventi sportivi locali e non, promuovendo il turismo sportivo. Purtroppo la mancanza di una piscina olimpionica priva noi e la  nostra città di quelle opportunità che altri vicino a noi hanno
- la polisportiva Garden ospita e allena quasi mille bambini ogni anno, alcuni di loro imparano il sacrificio e la gioia dell'agonismo
- la polisportiva Garden offre ai bambini di provare più attività sportive, con lo stesso costo, nello stesso luogo, in sicurezza. Evitando a molti genitori il disagio di continui spostamenti con relativi costi
- la polisportiva Garden collabora con altre associazioni sportive, è iscritta alle federazioni sportive principali, è affiliata al CONI, non ha scopo di lucro. Al termine del diritto di superficie tutto tornerà di proprietà pubblica, compreso gli investimenti

La polisportiva Garden può  continuare a vivere ed a fornire tutto quello sopra esposto (ed altro), solo attraverso una collaborazione con l'amministrazione pubblica della nostra città


Il Presidente della Polisportiva
Dott. Ermanno Pasini


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Sul Palas la maggioranza fa saltare il Consiglio

Pd, Fds e civici disertano l’aula. Gnassi è a Berlino. L’opposizione insorge: "Se non tengono sui temi importanti, vadano a casa e si voti"

 

07/marzo/2014 - h. 09.19

RIMINI - "Sono presenti 14 consiglieri. Non c'è un ordine dei lavori perché la seduta non è valida, è deserta". Così la presidente del Consiglio comunale Donatella Turci (Pd) ha chiuso subito la seduta tematica di stasera a Rimini, convocata sulla questione del nuovo palazzo dei congressi e della piscina "Acquarena" collegata al relativo piano di finanziamento.

I capigruppo di maggioranza, a partire dal Pd, avevano annunciato nel pomeriggio che avrebbero fatto mancare il numero legale protestando contro i 18 Consigli tematici ottenuti dall'inizio della legislatura dalla minoranza, accusata di farsi pubblicità. Dopo aver chiesto l'appello e contato gli assenti, tra i quali il sindaco Andrea Gnassi che è a Berlino (dove è stato già altre volte al lavoro sul turismo), Turci ha sciolto la seduta. Così, i temi in agenda devono per forza slittare ad una successiva convocazione che la minoranza vuole già protocollare.

A proposito di "Acquarena", intanto, per la settimana prossima i privati di Garden hanno annunciato l'illustrazione del proprio progetto di piscina olimpionica, a quanto pare già finanziato: per questo i consiglieri Stefano Brunori (Idv) e Gianluca Tamburini (M5s) chiedono, condividendo l'odg ad hoc inizialmente previsto stasera, di progettare quella comunale nella zona nord. Della famosa variante, però, ufficialmente non c'è ancora traccia. Il problema è che Brunori, unico per la maggioranza in aula stasera, è un consigliere di maggioranza: "Ma non sono un dipendente di Gnassi, ogni seduta registra una cinquantina di punti ma se ne discutono sempre pochi, così non va. Su questo il M5s ha ragione, ma questo non significa che passi con loro".

Per la settimana prossima è atteso un altro Consiglio tematico, questa volta sul turismo: "Sono 6 mesi che lo chiedo, ho accettato già di farlo slittare. A questo punto mi sembra almeno a rischio, ma certo se non si tenesse sarebbe molto grave", conclude Brunori senza per ora andare oltre. Intanto, dopo l'annuncio di Turci, in aula si è levata qualche protesta: mentre dalla quindicina di presenti si è levato qualche "vergogna", Gennaro Mauro (Ncd-Pdl) si è seduto al posto di Gnassi tentando una simbolica occupazione.

 

Progetto piscina, ognuno per la sua corsia. Polemiche tra consiglieri

A Rimini tiene banco il dibattito sulla nuova piscina. Da più parti emergono dubbi sul progetto dell'Amministrazione Comunale che però è intenzionata ad andare avanti. Anche perché la variante, legata alla partita del palas, va approvata in tempi brevi.

 

RIMINI | 08 febbraio 2014 |
In principio era l'auditorium. Poi, come noto, la parte pubblica legata alla conversione delle aree della vecchia fiera nell'ambito dell'operazione palas ha cambiato oggetto, passando alla nuova piscina comunale denominata Acquarena. Un progetto sul quale però non c'è mai stata, e continua a non esserci, unanimità di vedute.
Anche perché nel dibattito è entrato anche il progetto del Garden di realizzare una piscina olimpionica da 50 metri.
Per l'Amministrazione Comunale il punto di partenza è che la vecchia piscina di fianco al palasport è ormai inadeguata e serve un impianto pubblico, non necessariamente da intendere in concorrenza con il Garden vista anche la domanda e il fabbisogno di impianti a Rimini.
Due settimane fa, nell'incontro tra associazioni sportive e scuole con l'assessore Brasini è emerso l'indirizzo di un impianto da 25 metri con due vasche supplementari per bambini e fitness. CNA ha invece invitato a lasciar perdere la piscina pubblica, comunque causa di spese per l'Amministrazione, e puntare sul progetto del Garden.
In settimana il consigliere del PD Zerbini ha espresso in commissione la proposta di stralciare la questione piscina, senza tralasciare qualche perplessità sul progetto del Comune, e andare avanti con residenziale e commerciale, inasprendo poi i toni ieri in risposta a nuove dichiarazioni di Brasini sulla stampa: a Zerbini non va giù che il Consiglio Comunale sia tenuto fuori da tutto.
Oggi risponde Pazzaglia, di SEL – Fare Comune, chiamato in causa dallo stesso Zerbini, che ricorda come la nuova piscina comunale faccia parte delle linee di mandato del centrosinistra da almeno quindici anni. Non si può cassare l'interesse pubblico per non portare via quote di mercato al privato, afferma Pazzaglia.
Ma intanto i tempi per ridefinire il piano finanziario del Palacongressi stringono: nei programmi il quarto supplemento dell'accordo per il Palas, per il quale la variante è propedeutica, va approvato in Consiglio Comunale a maggio o al massimo a inizio giugno.


Notizie del 08 febbraio 2014

Rimini

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07 febbraio 2014 - 11:42

"La piscina comunale è inadeguata"

 

L'assessore Brasini risponde agli scettici sul progetto del nuovo impianto Acquarena. E Zerbini: "Stralciarlo dalla vendita dei terreni ex Fiera"

rimini (ag) “Il progetto della nuova piscina comunale risponde ad un fabbisogno della città. L'impianto del Palazzetto dello Sport è obsoleto, inadeguato, c'è la necessità di avere una nuova struttura pubblica e di averla al più presto”. L'argomento piscina, anche se non perfettamente in tema, non poteva non irrompere di nuovo in commissione consiliare. Ieri i consiglieri della Quinta commissione (presieduta dal renziano Samuele Zerbini) si sono riuniti di nuovo per la discussione e il parere sul bilancio di previsione di Rimini Holding (passato con i voti della maggioranza) e per l'assessore a Bilancio e Sport Gian Luca Brasini è stata l'occasione per chiarire la posizione dell'amministrazione comunale sulla vicenda nuova piscina prevista nella partita della variante per i terreni di via della Fiera. “Il dibattito sul Garden è sviante - ha premesso Brasini - Il tema vero è: la città di Rimini ha bisogno di una nuova piscina pubblica?”. La risposta che si dà l'amministrazione comunale è “assolutamente sì”. Perché l'attuale struttura è destinata ad essere chiusa a causa delle sue condizioni di “inadeguatezza strutturale” ha ripetutto e sottolineato l'assessore. “La chiusura dell'attuale struttura - ha specificato - avverrà non appena ci sarà quella nuova ovviamente. Intanto il contratto con gli attuali gestori scade il prossimo agosto, lo andremo a prorogare finché servirà”.

Una nuova piscina comunale serve poi, secondo l'amministrazione, in quanto - lo dicono i dati della Federazione italiana nuoto - il fabbisogno è stimato in un impianto ogni 30mila abitanti. Dunque piscina pubblica e Garden non sono da vedere in contrapposizione, è il ragionamento. “Non esiste una questione Garden” (con cui tra l'altro il Comune ha in piedi una convenzione che scadrà nel 2065, ndr) taglia corto Brasini. “Qui il punto è che Rimini rischia seriamente di ritrovarsi senza un impianto sportivo pubblico dedicato al nuoto. Acquarena sarà destinata alle associazioni, alle scuole, ai disabili”, e dunque avrà finalità pubbliche, diverse da quelle di una struttura privata. “Ad oggi - ha inoltre sottolineato Brasini ieri in commissione - non abbiamo visto alcun progetto fattibile, ad esclusione di quello che stiamo prevedendo con la variante. Non c'è nessun altro atto, né c'è stato in passato, né da parte del pubblico né del privato”. Perciò si va avanti con il progetto legato alla variante sui terreni ex Fiera: “Presto la variante arriverà in terza commissione” ha di nuovo annunciato Brasini. Dunque si va avanti nonostante le perplessità che ci sono anche in maggioranza.

In apertura di commissione il presidente Zerbini aveva avanzato l'idea di “posticipare la scelta su Acquarena e mandare avanti nel frattempo unicamente la parte della variante relativa alla vendita dei terreni dell'ex Fiera”. Un modo per bypassare, in questa fase, lo scoglio delle contrarietà al progetto di Acquarena all'interno della maggioranza. Una richiesta rimasta per ora senza risposta.

 

Acquarena, Brasini: “La nuova piscina si farà”

L'assessore al Bilancio ha provato a superare le polemiche con i privati su uno dei principali progetti di mandato del sindaco Gnassi

- La nuova piscina a Rimini si deve fare e si farà. L'ha ribadito stamattina in commissione l'assessore al Bilancio, Gian Luca Brasini, cercando di scansare le polemiche coi privati (Garden) su uno dei principali progetti di mandato del sindaco Andrea Gnassi in materia di sport e benessere. Il tema 'Acquarena' ha già diviso la stessa maggioranza di centrosinistra: inserito nel piano triennale dei lavori pubblici del Comune e previsto dal 2014, in ballo c'è un impianto di 25 metri che colmi il vuoto lasciato nell'area della vecchia Fiera a causa della mancata realizzazione dell'auditorium.

Da mesi rimbalzano posizioni sulla complessa variante urbanistica necessaria al progetto perché i terreni, appunto, appartengono a Rimini Fiera (che si farà carico dell'intervento): sono proprio quelli che non si riescono a far fruttare per coprire i debiti del nuovo palacongressi, il cui piano finanziario è più che mai in discussione.

L'attuale piscina al palazzetto andrà chiusa, non prima di aver portato a casa quella nuova: "Il vecchio impianto è totalmente inadeguato e costoso, va chiuso. Ad agosto scade la convenzione e tornerà alla Provincia, dovremo prorogare finché non ci sarà la piscina nuova", ha chiarito l'assessore di Gnassi. Intanto, il bilancio 2014-2016 della holding è stato approvato (a maggioranza) con utili pari a 2,47 milioni di euro nel 2013, 2,163 nel 2014, 2,268 nel 2015 e 2,147 nel 2016. Il debito e' stato trasformato in mutuo decennale e si estinguerà: "Al netto delle partecipate problematiche su cui c'è la massima attenzione, il risultato è positivo", ha evidenziato Brasini.

Tra le "problematiche" restano Rimini Congressi che sta chiedendo a Unicredit di rinegoziare il mutuo del palacongressi ("Ma abbiamo una capacità finanziaria di 970 mila euro a giugno 2014 e di altrettanti un anno dopo, così come i dividendi per i 24 milioni di azioni Hera passeranno da 9 a 11 centesimi in un paio d'anni", ha segnalato il dirigente alle Partecipate Mattia Maracci) e il Caar sotto di quasi 300 mila euro nel 2014: "Su 47 spazi solo 3 sono sfitti. Con l'ultima rata del 30 giugno il Caar avra' estinto il mutuo da 11,3 milioni e disporra' di oneri di urbanizzazione", ha tranquillizzato l'assessore al Bilancio.

Rimini, 6 febbraio 2014

 

 

 

 

 

 

SALVARIMINI

domenica 2 febbraio 2014

Meglio Zerbini

 

Anna Maria Gradara, NQ di Rimini: Mentre nel Pd vengono a galla i malumori sul progetto di Aquarena, la Giunta incassa il sostegno anche di Pazzaglia (Sel-Fc): “Intervento atteso da 15 anni” Terreni ex Fiera, la sinistra in soccorso. Galvani (Fds): “Mi stupiscono i mal di pancia sulla piscina, è già nel piano lavori pubblici” E sulla variante: “Va trovato un equilibrio sull’impatto urbanistico, ma è una necessità per il Palas” Dopo l'intervento di CNA, l'Acquarena fa perdere la bussola alla maggioranza e rischia di pregiudicare o quanto meno ritardare oltre il tollerabile (?) il via libera alla variante per i terreni della vecchia Fiera. Una operazione indispensabile per intercettare gli interessi di eventuali compratori, Conad in primis, che vuole realizzare un SuperStore eliminando il market di via Euterpe, ma più passa il tempo chissà... e consentire al Gruppo Fiera di vendere le aree sulle quali sorgevano gli ex padiglioni in parte demoliti. Una delle gambe su cui si regge il già troppo traballante piano finanziario del Palacongressi. Ma se all'interno del Pd proliferano i mal di pancia, questa volta una sponda all'Amministrazione, sull'intera partita, la offre la sinistra. “Mi stupiscono certe uscite estemporanee ”commenta il capogruppo della Federazione della Sinistra Savio Galvani. Il riferimento è alla posizione di Zerbini. “Voglio ricordare, continua Galvani, che il progetto della nuova piscina comunale è già inserito nel piano triennale dei lavori pubblici. Un preambolo neanche molto lungo tratto da una delle fotocopie dell'atrio Pd, le altre sono da salotto, al quale si potrebbero aggiungere le 89 varianti deliberate in dieci anni, tutte, con il sostegno della cosiddetta Sinistra Riminese. E' meglio precisare i confini e le poltrone che la delimitano. In consiglio comunale siede Pazzaglia, scegliendo i banchi dell'opposizione, ma rispettando i fischi di richiamo di Gnassi. In quella fortemente maggioritaria, seduto od alzato non cambia la prospettiva, alberga il Rifondatore Galvani protettore della poltrona di Mangianti, inumidita dalle perdite Acer. Non credo che le dichiarazioni necessitino di commenti. Non esiste nella Provincia di Rimini una impresa edile ancora in attività, migliaia di addetti sono cassintegrati, le agenzie immobiliari chiudono come gli artigiani ed i commercianti. Gli unici Rappresentanti del Popolo a rimanere nella loro personale giungla di piccole marchette sono i rimasugli di una sinistra ormai comica nelle sue velleitarie espressioni. Il Boldrini's Party. Non esiste vergogna e limiti a dichiarazioni che sono solo scandalosi appoggi ad un Sindaco che si voleva rifare una verginità ambientale chiudendo le stalle vuote dei mattoni, eccetto.... quelli del Magnifico. Dietro a questi si erge l'ombra ancora minacciosa di Errani, servono per annegare nella piscina più stupida al mondo costruita a cento metri di distanza da quella del Garden, i debiti contratti. Perfino i compagnuzzi della Cna se ne sono accorti che è una stronzata dettata dalla disperazione contabile. La Variante Aquarena, francamente una delle più cretine mai prospettate, serve solo per mascherare una situazione finanziaria disperata, patrimonializzando un bene della Fiera. Assomiglia alla cancellazione dell'Imu inserita nella porcata Bankitalia per soccorrere il mondo bancario. Due aspetti assolutamente antitetici messi assieme per coprire interessi finanziari. Per Eugenio Pari lo scandalo è un vecchio brigatista.. nero, che onorato il suo debito giudiziario, partecipava ad un convegno pentastellato. Eugenio guarda in casa, siete rimasti in tre, fai presto.

 

 

Rimini. Acquarena alla vecchia Fiera: la sinistra sostiene la Giunta. NQ di Rimini

Anna Maria Gradara - NQ di Rimini: Mentre nel Pd vengono a galla i malumori sul progetto di Aquarena, la Giunta incassa il sostegno anche di Pazzaglia (Sel-Fc): “Intervento atteso da 15 anni” / Terreni ex Fiera, la sinistra in soccorso / Galvani (Fds): “Mi stupiscono i mal di pancia sulla piscina, è già nel piano lavori pubblici” / E sulla variante: “Va trovato un equilibrio sull’impatto urbanistico, ma è una necessità per il Palas” 

RIMINI. (Dopo l'intervento di CNA) l'Acquarena fa perdere la bussola alla maggioranza e rischia di pregiudicare (o quanto meno ritardare oltre il tollerabile) il via libera alla variante per i terreni della vecchia Fiera. Una operazione indispensabile per intercettare gli interessi di eventuali compratori (Conad in primis che vuol realizzare un SuperStore eliminando il market di via Euterpe, ma più passa il tempo chissà...) e consentire al Gruppo Fiera di vendere le aree sulle quali sorgevano gli ex padiglioni (in parte demoliti): una delle gambe su cui si regge il già troppo traballante piano finanziario del Palacongressi. (...) Ma se all'interno del Pd proliferano i mal di pancia, questa volta una sponda all'Amministrazione, sull'intera partita, la offre la sinistra. “Mi stupiscono certe uscite estemporanee ”commenta il capogruppo della Federazi ne della Sinistra Savio Galvani. Il riferimento è alla posizione di Zerbini. “Voglio ricordare – continua Galvani – che il progetto della nuova piscina comunale è già inserito nel piano triennale dei lavori pubblici (...)".

sabato 01 febbraio 2014 alle 05:05

Rimini. CNA tuona contro la piscina: 'Servono infrastrutture come questa realizzate coi soldi pubblici?'

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RIMINI. In relazione al tema di una nuova piscina per la città, la CNA del Comune di Rimini in una nota firmata dal Presidente provinciale Fabrizio Moretti e dal Segretario Comunale Davide Ortalli si pone una domanda: "E' ancora tempo di impegnare risorse di derivazione comunque pubblica per realizzare infrastrutture di questo tipo? C’è ancora spazio per valutare altre ipotesi?"

"La Polisportiva Garden - sottolinea CNA - ha dichiarato pubblicamente da tempo la propria disponibilità ad investire, impegnandosi nella realizzazione di un nuovo, grande impianto, del tutto consono alle esigenze della città. Secondo questa ipotesi progettuale, allo scadere del diritto di superficie in capo ai privati, tutti i beni resterebbero di proprietà del Comune di Rimini. La gestione sarebbe regolata da una convenzione dove sarebbero specificate tutte le funzioni di servizio alla cittadinanza che un impianto sportivo deve ovviamente mantenere. Se il Garden dovesse confermare tale disponibilità pensiamo debba esserci ancora spazio per valutare se mantenere l’orientamento verso un investimento pubblico. D’altra parte, il progetto di un ulteriore impianto che dovrebbe sorgere nell’area dell’ex-fiera, quando già a poca distanza ne esiste un altro, appunto quello della Polisportiva Garden, suscita naturali perplessità. Si andrebbe a creare un evidente doppione fra infrastrutture tra loro vicinissime, penalizzando inevitabilmente la funzione già esistente del privato. E non sono da sottovalutare nemmeno i problemi di viabilità e parcheggio che una grande piscina andrebbe ad accrescere in un’area dove già c’è il nuovo Palacongressi, cui, a quanto si apprende dalla stampa locale, si aggiungerà un supermercato di considerevoli dimensioni. Dunque, se il Garden dovesse riconfermare la sua disponibilità si farebbe convergere l’interesse pubblico con l’intervento del capitale privato e Rimini potrebbe dotarsi di un impianto per il nuoto di livello adeguato alle richieste sia dei cittadini residenti che a quelle del turismo sportivo, senza impegnare ulteriormente i bilanci della nostra città, anzi favorendo gli investimenti di imprese pronte a scommettere sul futuro."

venerdì 31 gennaio 2014 alle 05:37

 

  • Rimini | Acquarena, Cna: Perché spendere soldi pubblici se c’è la proposta di un privato (Garden)?

 

“È ancora tempo di impegnare risorse di derivazione comunque pubblica per realizzare infrastrutture di questo tipo? C’è ancora spazio per valutare altre ipotesi?”, sono le domande che si pone Cna Rimini rispetto al progetto Acquarena che prevede la realizzazione di una nuova piscina comunale in via della Fiera. Le ragioni dei dubbi sono di carattere pratico.

 
La Polisportiva Garden - spiega il presidente di Cna Fabrizio Moretti - ha dichiarato pubblicamente da tempo la propria disponibilità ad investire, impegnandosi nella realizzazione di un nuovo, grande impianto, del tutto consono alle esigenze della città. Secondo questa ipotesi progettuale, allo scadere del diritto di superficie in capo ai privati, tutti i beni resterebbero di proprietà del Comune di Rimini. La gestione sarebbe regolata da una convenzione dove sarebbero specificate tutte le funzioni di servizio alla cittadinanza che un impianto sportivo deve ovviamente mantenere. Se il Garden dovesse confermare tale disponibilità pensiamo debba esserci ancora spazio per valutare se mantenere l’orientamento verso un investimento pubblico”.


Altra perplessità riguarda l’ubicazione della nuova ipotetica piscina. “D’altra parte, il progetto di un ulteriore impianto che dovrebbe sorgere nell’area dell’ex-fiera, quando già a poca distanza ne esiste un altro, appunto quello della Polisportiva Garden, suscita naturali perplessità. Si andrebbe a creare un evidente doppione fra infrastrutture tra loro vicinissime, penalizzando inevitabilmente la funzione già esistente del privato. E non sono da sottovalutare nemmeno i problemi di viabilità e parcheggio che una grande piscina andrebbe ad accrescere in un’area dove già c’è il nuovo Palacongressi, cui, a quanto si apprende dalla stampa locale, si aggiungerà un supermercato di considerevoli dimensioni”.

29 01 2014 | Rimini |

 

 

"Acquarena, troppa fretta"

Rimini | Acquarena, Cna: Perché spendere soldi pubblici se c’è la proposta di un privato (Garden)?

 

“È ancora tempo di impegnare risorse di derivazione comunque pubblica per realizzare infrastrutture di questo tipo? C’è ancora spazio per valutare altre ipotesi?”, sono le domande che si pone Cna Rimini rispetto al progetto Acquarena che prevede la realizzazione di una nuova piscina comunale in via della Fiera. Le ragioni dei dubbi sono di carattere pratico.

 
La Polisportiva Garden - spiega il presidente di Cna Fabrizio Moretti - ha dichiarato pubblicamente da tempo la propria disponibilità ad investire, impegnandosi nella realizzazione di un nuovo, grande impianto, del tutto consono alle esigenze della città. Secondo questa ipotesi progettuale, allo scadere del diritto di superficie in capo ai privati, tutti i beni resterebbero di proprietà del Comune di Rimini. La gestione sarebbe regolata da una convenzione dove sarebbero specificate tutte le funzioni di servizio alla cittadinanza che un impianto sportivo deve ovviamente mantenere. Se il Garden dovesse confermare tale disponibilità pensiamo debba esserci ancora spazio per valutare se mantenere l’orientamento verso un investimento pubblico”.


Altra perplessità riguarda l’ubicazione della nuova ipotetica piscina. “D’altra parte, il progetto di un ulteriore impianto che dovrebbe sorgere nell’area dell’ex-fiera, quando già a poca distanza ne esiste un altro, appunto quello della Polisportiva Garden, suscita naturali perplessità. Si andrebbe a creare un evidente doppione fra infrastrutture tra loro vicinissime, penalizzando inevitabilmente la funzione già esistente del privato. E non sono da sottovalutare nemmeno i problemi di viabilità e parcheggio che una grande piscina andrebbe ad accrescere in un’area dove già c’è il nuovo Palacongressi, cui, a quanto si apprende dalla stampa locale, si aggiungerà un supermercato di considerevoli dimensioni”.

 

 

 

 

Il consigliere Pd Zerbini non ha gradito l'uscita dell'assessore Brasini sul tema piscina

rimini Sul caso piscina volano gli stracci. "Leggo con una certa sorpresa le dichiarazioni dell'assessore Brasini sulla nuova piscina. La costruzione di Acquarena non è mai stata discussa ne in maggioranza, ne nel gruppo consiliare del Pd. Tantomeno è mai stata votata o sostenuta nel programma di mandato e in nessuna delibera urbanistica anche generale". A parlare è il consigliere renziano Samuele Zerbini, al quale le parole dell'assessore allo Sport Gian Luca Brasini sul progetto della nuova piscina (riportate ieri da NQ) non sono proprio andate giù. Brasini aveva parlato giovedì nell'ambito della commissione consiliare (presieduta dallo stesso Zerbini) sul bilancio di Rimini Holding, precisando la posizione dell'amministrazione comunale sull'argomento che sta facendo discutere ormai da settimane: "Una nuova piscina comunale è una necessità, l'attuale è inadeguata. Il progetto non è in contrapposizione con quello del Garden" era stato in sintesi il pensiero espresso dall'assessore, il cui intervento era stato definito fuori tema dal consigliere Pd (che però aveva aperto la commissione proprio riferendosi al progetto della nuova piscina, chiedendo di stralciarlo dal resto della variante per i terreni ex Fiera). Scintille che hanno covato sotto la cenere fino a ieri mattina. Alla lettura dei giornali Zerbini non l'ha tenuta più. "Sgombro subito il campo - premette il consigliere democratico - non è una guerra contro questo o quell'impianto. Per quanto mi riguarda sto cercando - da solo - di avere informazioni e di capire quale sia la scelta migliore". Il consigliere Pd riconosce che "la variante presente nel piano finanziario del Palas va votata e siamo già in ritardo" e dunque, come aveva fatto già in commissione, torna a suggerire che "sarebbe utile per tutti sganciare la discussione sull'Acquarena per permettere di votare la variante, e successivamente lavorare sulla piscina". "Concordo con Brasini - continua - quando dice che è una necessità, e una nuova piscina va costruita in fretta", ma secondo il consigliere "la domanda che rimane inevasa è quale piscina è migliore per Rimini? Una da 50 metri costruita da privati e di proprietà pubblica (con il contributo annuo del Comune per comprare le corsie da dare alle associazioni e alle scuole) o una da 25 metri costruita con soldi del Comune (con lo stesso contributo annuo del Comune per comprare le corsie da dare alle associazioni e alle scuole, visto che comunque è a gestione esterna)". "Giustamente - osserva ancora Zerbini - le associazioni natatorie sono preoccupate che questa scelta non abbia conseguenze negative per l'insegnamento base del nuovo ai riminesi:sono d'accordo con loro, e questa esigenza va garantita sia un caso sia nell'altro". Ciò che non va giù al consigliere è l'annuncio che il progetto arriverà presto all'esame della giunta (e della commissione): "Rammento - è quindi la frecciatina - che la Giunta l'ha scelta il Sindaco, il Consiglio Comunale è eletto dai cittadini. Se interessa che togliamo il disturbo, non hanno solo che dirlo". Infine, non manca un riferimento alla sponda arrivata già da sinistra al progetto sostenuto dall'amministrazione comunale. "Ho visto che il Consigliere Pazzaglia e il Consigliere Galvani hanno aderito immediatamente alla proposta: non ho capito sulla base di quali ragioni, se non la presenza della parola "pubblico", che stimola reazioni ed endorfine positive in loro (dimenticando che anche l'eventuale Garden è comunque pubblico, gestito da privati esattamente come sarebbe l'Acquarena). A me invece non fa particolare effetto: semplicemente vorrei la scelta migliore per Rimini. Se fosse possibile parlarne senza trincee e fuochi di copertura, senza strappi e retropensieri ne sarei grato al Sindaco e alla Giunta. Ma penso che soprattutto ne sarebbero grati tutti i riminesi".

Piscina. I dubbi della CNA: investimento pubblico, è davvero il caso?

Nel dibattito sulla nuova piscina comunale di Rimini interviene la CNA che si chiede se il tempo non sia scaduto. Da una parte, spiega una nota firmata dal presidente Fabrizio Moretti e dal segretario Davide Ortalli, c'è la proposta del Garden che potrebbe sollevare l'Amministrazione da nuovi investimenti in tempi difficili.

 

RIMINI | 29 gennaio 2014 |
Dall'altra, c'è il rischio di creare una struttura in concorrenza con lo stesso Garden che andrebbe a congestionare il traffico in zona Palas.

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L'intervento di Moretti e Ortalli:

In relazione al tema di una nuova piscina per la città, CNA del Comune di Rimini si pone una domanda: è ancora tempo di impegnare risorse di derivazione comunque pubblica per realizzare infrastrutture di questo tipo? C’è ancora spazio per valutare altre ipotesi?

La Polisportiva Garden ha dichiarato pubblicamente da tempo la propria disponibilità ad investire, impegnandosi nella realizzazione di un nuovo, grande impianto, del tutto consono alle esigenze della città. Secondo questa ipotesi progettuale, allo scadere del diritto di superficie in capo ai privati, tutti i beni resterebbero di proprietà del Comune di Rimini. La gestione sarebbe regolata da una convenzione dove sarebbero specificate tutte le funzioni di servizio alla cittadinanza che un impianto sportivo deve ovviamente mantenere. Se il Garden dovesse confermare tale disponibilità pensiamo debba esserci ancora spazio per valutare se mantenere l’orientamento verso un investimento pubblico.

D’altra parte, il progetto di un ulteriore impianto che dovrebbe sorgere nell’area dell’ex-fiera, quando già a poca distanza ne esiste un altro, appunto quello della Polisportiva Garden, suscita naturali perplessità. Si andrebbe a creare un evidente doppione fra infrastrutture tra loro vicinissime, penalizzando inevitabilmente la funzione già esistente del privato. E non sono da sottovalutare nemmeno i problemi di viabilità e parcheggio che una grande piscina andrebbe ad accrescere in un’area dove già c’è il nuovo Palacongressi, cui, a quanto si apprende dalla stampa locale, si aggiungerà un supermercato di considerevoli dimensioni.

Dunque, se il Garden dovesse riconfermare la sua disponibilità si farebbe convergere l’interesse pubblico con l’intervento del capitale privato e Rimini potrebbe dotarsi di un impianto per il nuoto di livello adeguato alle richieste sia dei cittadini residenti che a quelle del turismo sportivo, senza impegnare ulteriormente i bilanci della nostra città, anzi favorendo gli investimenti di imprese pronte a scommettere sul futuro.



Il Presidente Provinciale CNA RIMINI
Fabrizio Moretti

Il Segretario Comunale CNA RIMINI
Davide Ortalli


Notizie del 29 gennaio 2014

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Sbilancio

Di

Ufficio Stampa

– 20 giugno 2013

Ci abbiamo provato. Nell’ambito delle nostre attività riguardo al difficile passaggio del Bilancio Provvisorio abbiamo cercato di affrontare l’argomento in maniera più neutrale possibile. Abbiamo analizzato il documento redatto dall’amministrazione ed abbiamo anche partecipato agli incontri in cui la Giunta dice di cercare la partecipazione dei cittadini. Non è stato facile, anche perché la maggioranza  attualmente in carica fa fatica a mantenere se stessa integra, ne abbiamo avuto prova proprio nell’ultima Commissione sul bilancio, ma ci siamo imposti una chiave di lettura: Cosa faremmo noi al posto loro? Ci sono cose che, certamente, al di là dell’orientamento politico, valgono per tutti. Crisi, Patto di Stabilità, scarse risorse e, facendo finta che il PD e Gnassi siano nati ieri, anche addebiti prodotti da altre amministrazioni; sono cose che varrebbero per chiunque si prendesse la responsabilità di amministrare. Detto questo, prenderemmo la stessa traiettoria?

La risposta è no. E’ no perché nel bilancio e negli incontri si glissa su argomenti di fondamentale importanza, quasi a voler far credere che il problema non esista. Se siamo in emergenza, come con enfasi viene ormai rappresentato in tutti i documenti programmatici di questa Giunta, perché non vengono adottate misure d’emergenza? Quello che abbiamo finito per chiederci è cosa obbliga il Comune di Rimini ad insistere nella destinazione di risorse per opere inutili, anziché provvedere alle vere emergenze del sistema Città? Parliamo di emergenza fogne. Vengono vendute le reti gas, che producono reddito, piuttosto di fermare il TRC, opera costosa, di cui si vende un futuro sopravvalutato fatto di insostenibilità economica, che tra l’altro è addirittura disallineato con i principi del Masterplan in quanto crea un ulteriore frattura nel territorio. Questo semplice concetto, da solo, crea dissonanza tra la realtà e il rappresentato, se poi analizziamo il resto…

Acquarena. Sappiamo bene che il Garden ha pronto un progetto per una piscina olimpionica e ci chiediamo, retoricamente, come possa essere meglio una piscina da 25 metri nel complesso di costruzioni che ormai tutti chiamano “Salva Palas” e che, di nuovo, va contro le linee programmatiche della presunta guerra anti mattone.

Se sbloccassimo le risorse appena citate più quella destinata al Seminario, spesa di cui più volte abbiamo denunciato l’inutilità, avremmo magicamente quasi 13 milioni di Euro da destinare alle vere emergenze della Città di Rimini. Quali sono queste emergenze? Fogne, Turismo, Lavoro? Sicuramente non gli interessi che vengono attualmente rappresentati. Parliamo di interessi politici ovviamente, ma anch’essi, quando la forza politica che li porta avanti non è rappresentativa della popolazione, possono diventare molto perniciosi.

Un classico esempio sono le risorse sempre trovate e destinate agli eventi ideati dal Primo Cittadino che oramai, nell’evidenza dei fatti, servono più alla sua immagine che al rantolante turismo Riminese. A forza di concentrare tutte le risorse in due (tre se è vero il carnevale d’agosto) fine settimana ci siamo trasformati da capitale del turismo a capitale del Lowcost, per sopravvivenza. Certo ad alcuni più di altri tali invenzioni fanno bene, sembra esserci infatti uno strano sbilanciamento delle iniziative utili verso la zona del porto: Ruota, ciclabile (che non ci sono i soldi per finirla, ma che comunque comincia da li), Green Village, Molo e iniziative Rosa. Dobbiamo anche confessare una certa gelosia visto che non abbiamo ricevuto nessuna risposta alle nostre pubbliche proposte di riqualificazione, mentre un non meglio identificato consorzio del porto riceve appoggio addirittura sui quotidiani.

Concludendo dopo la lettura di questo bilancio provvisorio ci sembra ancor di più che i virtuosismi si contino maggiormente nelle situazioni per le quali il Sindaco prova poco interesse, salvo poi prendersene il merito se risultano ben fatte (vedi irpef), e franino laddove egli voglia imporre il suo dogma. Le discriminanti fondamentali di chi vuol fare l’accentratore sono le capacità pratiche di cui questo Primo Cittadino ci pare difetti. E’ facile avere le “visioni” con il portafoglio degli altri.

 

 

di Francesco De Luigi
pubblicato venerdì 22 marzo 2013 alle 05:20

 

Rimini. Davanti al Palas il Comune ci vede piscina e megastore. NQ di Rimini

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Annamaria Gradara - Nuovo Quotidiano di Rimini: Prevista una Casa dell’Acqua anche con aree wellness. Se passa, via al bando per i privati. In fila Conad e Coop / Piscina e megastore davanti al Palas / Trovato l’accordo col Comune per consentire la vendita dei terreni della vecchia Fiera. Per realizzare il progetto serve una variante, entro aprile in commissione e in consiglio

RIMINI. Centro commerciale a basso impatto urbanistico e di moderna concezione, appartamenti e soprattutto una nuova piscina. Non un impianto olimpionico. Ma una struttura in grado di sicuro di far dimenticare quella esistente. Con molte più corsie, con aree per bambini e acqua gym. Un vero e proprio polo dedicato all'acqua in diverse declinazioni, dal nuoto libero al recupero funzionale al wellness. Si può fare. E si sta facendo. E' tutto nel progetto riguardante i terreni della vecchia Fiera (9000 metri quadri da tempo già destinati a residenziale e commerciale), cui si è aggiunta l'area che era destinata al nuovo Auditorium. Seimila metri quadri che dovevano fruttare alla Fiera 3,5 milioni di euro, con il progetto del nuovo Auditorium della Fondazione Carim. Progetto sul quale è stata tirata una riga sopra, facendo a quel punto anche vacillare i piani di rientro del debito per la realizzazione del nuovo palacongressi. (...) Il cda di Rimini Fiera ha già approvato lo schema del progetto e ora tutte le pratiche sono passate agli uffici comunali, per predisporre la variante urbanistica da portare in commissione e quindi in consiglio comunale. Se tutto procede senza imprevisti, entro il mese di aprile. La variante, per i 6000 metri quadri che erano destinati all'Auditorium serve per poter realizzare la piscina e il nuovo centro commerciale. Una volta approvata la variante, la Fiera procederà ad indire un bando per la vendita dei terreni. Oltre a Conad, vi sarebbe l'interesse anche da parte di Coop e proba- bilmente di un altro grande marchio della grande distribuzione. Rispetto al passato non è più tanto il "motore immobiliare" a far gola (vista la crisi del settore edile) quanto il "motore alimentare", cui resta comunque annesso un cospicuo pacchetto residenziale.

 

 

Rimini | Acquarena, Cna: Perché spendere soldi pubblici se c’è la proposta di un privato (Garden)?

 

“È ancora tempo di impegnare risorse di derivazione comunque pubblica per realizzare infrastrutture di questo tipo? C’è ancora spazio per valutare altre ipotesi?”, sono le domande che si pone Cna Rimini rispetto al progetto Acquarena che prevede la realizzazione di una nuova piscina comunale in via della Fiera. Le ragioni dei dubbi sono di carattere pratico.

 
La Polisportiva Garden - spiega il presidente di Cna Fabrizio Moretti - ha dichiarato pubblicamente da tempo la propria disponibilità ad investire, impegnandosi nella realizzazione di un nuovo, grande impianto, del tutto consono alle esigenze della città. Secondo questa ipotesi progettuale, allo scadere del diritto di superficie in capo ai privati, tutti i beni resterebbero di proprietà del Comune di Rimini. La gestione sarebbe regolata da una convenzione dove sarebbero specificate tutte le funzioni di servizio alla cittadinanza che un impianto sportivo deve ovviamente mantenere. Se il Garden dovesse confermare tale disponibilità pensiamo debba esserci ancora spazio per valutare se mantenere l’orientamento verso un investimento pubblico”.


Altra perplessità riguarda l’ubicazione della nuova ipotetica piscina. “D’altra parte, il progetto di un ulteriore impianto che dovrebbe sorgere nell’area dell’ex-fiera, quando già a poca distanza ne esiste un altro, appunto quello della Polisportiva Garden, suscita naturali perplessità. Si andrebbe a creare un evidente doppione fra infrastrutture tra loro vicinissime, penalizzando inevitabilmente la funzione già esistente del privato. E non sono da sottovalutare nemmeno i problemi di viabilità e parcheggio che una grande piscina andrebbe ad accrescere in un’area dove già c’è il nuovo Palacongressi, cui, a quanto si apprende dalla stampa locale, si aggiungerà un supermercato di considerevoli dimensioni”.

di Francesco De Luigi
pubblicato venerdì 22 marzo 2013 alle 05:20

 

Rimini. Davanti al Palas il Comune ci vede piscina e megastore. NQ di Rimini

Annamaria Gradara - Nuovo Quotidiano di Rimini: Prevista una Casa dell’Acqua anche con aree wellness. Se passa, via al bando per i privati. In fila Conad e Coop / Piscina e megastore davanti al Palas / Trovato l’accordo col Comune per consentire la vendita dei terreni della vecchia Fiera. Per realizzare il progetto serve una variante, entro aprile in commissione e in consiglio

RIMINI. Centro commerciale a basso impatto urbanistico e di moderna concezione, appartamenti e soprattutto una nuova piscina. Non un impianto olimpionico. Ma una struttura in grado di sicuro di far dimenticare quella esistente. Con molte più corsie, con aree per bambini e acqua gym. Un vero e proprio polo dedicato all'acqua in diverse declinazioni, dal nuoto libero al recupero funzionale al wellness. Si può fare. E si sta facendo. E' tutto nel progetto riguardante i terreni della vecchia Fiera (9000 metri quadri da tempo già destinati a residenziale e commerciale), cui si è aggiunta l'area che era destinata al nuovo Auditorium. Seimila metri quadri che dovevano fruttare alla Fiera 3,5 milioni di euro, con il progetto del nuovo Auditorium della Fondazione Carim. Progetto sul quale è stata tirata una riga sopra, facendo a quel punto anche vacillare i piani di rientro del debito per la realizzazione del nuovo palacongressi. (...) Il cda di Rimini Fiera ha già approvato lo schema del progetto e ora tutte le pratiche sono passate agli uffici comunali, per predisporre la variante urbanistica da portare in commissione e quindi in consiglio comunale. Se tutto procede senza imprevisti, entro il mese di aprile. La variante, per i 6000 metri quadri che erano destinati all'Auditorium serve per poter realizzare la piscina e il nuovo centro commerciale. Una volta approvata la variante, la Fiera procederà ad indire un bando per la vendita dei terreni. Oltre a Conad, vi sarebbe l'interesse anche da parte di Coop e proba- bilmente di un altro grande marchio della grande distribuzione. Rispetto al passato non è più tanto il "motore immobiliare" a far gola (vista la crisi del settore edile) quanto il "motore alimentare", cui resta comunque annesso un cospicuo pacchetto residenziale.

Rimini | Acquarena, Cna: Perché spendere soldi pubblici se c’è la proposta di un privato (Garden)?

 

“È ancora tempo di impegnare risorse di derivazione comunque pubblica per realizzare infrastrutture di questo tipo? C’è ancora spazio per valutare altre ipotesi?”, sono le domande che si pone Cna Rimini rispetto al progetto Acquarena che prevede la realizzazione di una nuova piscina comunale in via della Fiera. Le ragioni dei dubbi sono di carattere pratico.

 
La Polisportiva Garden - spiega il presidente di Cna Fabrizio Moretti - ha dichiarato pubblicamente da tempo la propria disponibilità ad investire, impegnandosi nella realizzazione di un nuovo, grande impianto, del tutto consono alle esigenze della città. Secondo questa ipotesi progettuale, allo scadere del diritto di superficie in capo ai privati, tutti i beni resterebbero di proprietà del Comune di Rimini. La gestione sarebbe regolata da una convenzione dove sarebbero specificate tutte le funzioni di servizio alla cittadinanza che un impianto sportivo deve ovviamente mantenere. Se il Garden dovesse confermare tale disponibilità pensiamo debba esserci ancora spazio per valutare se mantenere l’orientamento verso un investimento pubblico”.


Altra perplessità riguarda l’ubicazione della nuova ipotetica piscina. “D’altra parte, il progetto di un ulteriore impianto che dovrebbe sorgere nell’area dell’ex-fiera, quando già a poca distanza ne esiste un altro, appunto quello della Polisportiva Garden, suscita naturali perplessità. Si andrebbe a creare un evidente doppione fra infrastrutture tra loro vicinissime, penalizzando inevitabilmente la funzione già esistente del privato. E non sono da sottovalutare nemmeno i problemi di viabilità e parcheggio che una grande piscina andrebbe ad accrescere in un’area dove già c’è il nuovo Palacongressi, cui, a quanto si apprende dalla stampa locale, si aggiungerà un supermercato di considerevoli dimensioni”.

Rimini: Auditorium, si fa o non si fa?

 (da "Il Corriere di Romagna") Domani in commissione dipartimentale arriva l'integrazione alla delibera al contributo per la realizzazione dell'Auditorium.

Nel 2007 il consiglio comunale ha dato l'ok allo stanziamento di 3,6 milioni di euro (divise in due rate da 1,8 milioni di euro ciascuna) destinati alla Fondazione Carim che poi avrebbe girato a Rimini Fiera per l'acquisto del terreno, composto da 7mila metri quadrati, sul quale costruire l'Auditorium.

Sono passati quattro anni e il Comune riminese ha già dato la prima parcella da 1,8 milioni di euro ma l'ambizioso progetto non è stato ancora realizzato.

Il sindaco Alberto Ravaioli dichiara: "Chiedo alla Fondazione Carim di chiudere in fretta l'accordo con la Fiera cosicchè possa acquistare l'area sulla quale deve sorgere l'Auditorium. Se farà ciò entro il 2013, mi occuperò personalmente di versare la seconda rata da 1,8 milioni di euro".

Ma il primo cittadino riminese ci tiene ad essere chiaro tant'è che lancia un ultimatum all'istituto di credito romagnolo: "La Fondazione deve darci delle garanzie altrimenti chiederemo indietro la prima tranche già versata".

In poche parole, o la Fondazione offre garanzie o il Comune si riprendere il finanziamento.